Nomine Rai, arriva l’ok del Cda: Fabiano a Rai1, Dallatana a Rai2 e Daria Bignardi a Rai3

Rai
MILANO, 17/04/2009
L'ERA GLACIALE
NELLA FOTO : DARIA BIGNARDI
FOTO KOBE/INFOPHOTO

Antonio Campo Dall’Orto indica i nomi per la squadra dei nuovi direttori di rete

Via libera del consiglio di amministrazione Rai alle nomine proposte dal dg Antonio Campo Dall’OrtoCon sette voti a favore e due contrari è passato il pacchetto di nomine ai vertici delle reti generaliste; il parere del Cda di viale Mazzini era consultivo, non vincolante, ma non per questo poco importante.

A quanto si apprende, a votare contro sono stati soltanto i due consiglieri indicati dal centrodestra Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca. Per bloccare le nomine, secondo la nuova legge, erano necessari sette voti contrari, che quindi non ci sono stati.

I nuovi direttori di rete, come già anticipato ieri, sono: Rai1 Andrea Fabiano (attuale vice direttore della rete), Rai2 Ilaria Dallatana (cda Magnolia), Rai3 Daria Bignardi, Rai Sport Gabriele Romagnoli, Rai4 Angelo Teodoli.

Durante i lavori del Cda – riporta l’Agi – la posizione più discussa ha riguardato Daria Bignardi, prima d’ora mai al vertice di una rete tv, pubblica o commerciale. Con queste nomine, per la prima volta, sono due le direttrici donna a Rai2 e Rai3 mentre Andrea Fabiano, che guiderà la rete ammiraglia, diventa il direttore più giovane ad oggi mai avuto.

L’Usigrai ha criticato questo organigramma: “Nei fatti una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti della Rai. Salvo l’eccezione di Rai1, l’ennesima infornata di esterni. Evidentemente il Dg ritiene che tra gli 11mila dipendenti non ci sono professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo”. Stesse critiche anche da parte dell’associazione dei dirigenti Rai, Adrai, che specificano in una nota: “Esiste un importante meccanismo di rinnovamento e di apertura della Rai, ma non si può prescindere dalla valorizzazione delle migliori risorse interne. A questo – sottolineano ancora i dirigenti – si aggiunga la preoccupazione, già espressa dall’associazione, di vedere importanti colleghi messi da parte senza la prospettiva futura di ruoli chiari e definiti”.

 

 

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