“Noi quel libro non lo vendiamo”. La libreria di Catania che si ribella a Riina

Mafia
libreria libro riina

La titolare della libreria di Catania che ha deciso di non vendere il libro di Riina: “Ho pianto dopo aver letto il post pubblicato da Salvatore Borsellino”

“In questa libreria non si ordina, né si vende il libro di Salvatore Riina”. È la scritta che campeggia a Catania nella libreria vicolo Stretto, in via Santa Filomena. La decisione dei negozianti giunge dopo l’intervista a Salvo Riina, figlio di Totò Riina, che ieri è andata in onda a “Porta a Porta”, scatenando numerose polemiche. Da qui la decisione di informare i clienti.

L’immagine del cartello è stata postata sulla pagina Facebook della libreria utilizzando l’hastag #liberidallamafia

 

La titolare della libreria Angelica Sciacca, in un successivo video, spiega come la decisione sia arrivata dopo aver letto il commento di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo in seguito alla decisione di Vespa di intervistare il figlio di Riina a Porta a Porta.

 

La scelta ha scatenato diverse reazioni da parte dei lettori. Tanti i catanesi che appoggiano la libreria: “Una delle migliori risposte alla inutile e offensiva intervista trasmessa ieri sulla tv di Stato. Con l’auspicio che tante librerie possano aderire a questa iniziativa. Grazie”. Anche se non tutti appoggiano la scelta dei proprietari. Per alcuni addirittura si tratterebbe di una sorta di censura e tra i commenti si legge: “La censura è strumento dittatoriale qualsiasi sia lo scopo per la quale si pratica. Non condivido. Più le persone conoscono la realtà, anche quella non condivisibile o da contrastare, più si sviluppa il senso critico e la coscienza democratica”. Altri, pur concordando, pensano che una scelta di questo tipo produca ancor più pubblicità al testo.

Contattata poi da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di Ecg Regione, la titolare della libreria racconta:”Ho pianto dopo aver letto il post pubblicato da Salvatore Borsellino. Vendere questo libro non mi sembra corretto nei confronti delle vittime di mafia e dei loro parenti. Pubblicare un libro del genere e leggere un libro del genere non suscita nessun interesse. Ho preso questa decisione perché da siciliana sento che questa è la scelta giusta. Spero che la mia idea possa essere ripresa e allargarsi a macchia d’olio per espandersi ad altre librerie.

E in effetti sta accadendo. Mi hanno chiamato molti da Palermo e anche loro stanno attaccando all’ingresso della libreria questo cartello. A tutti quelli che vogliono comprare il libro del figlio di Riina, chiedo di mettersi una mano sulla coscienza prima dell’acquisto e di pensarci bene. Sono davvero convinti di voler contribuire con il proprio denaro a una cosa del genere? Si devono chiedere se davvero vogliono leggere quel libro. La legalità e il rispetto sono le nostre linee guida”.

Angelica Sciacca, poi, aggiunge: “Io non ho bisogno di sapere dal figlio di Riina chi era Riina. Lo sappiamo tutti cosa faceva, sicuramente non mi servirà leggere questo libro per conoscere la mafia e per capire come va combattuta. Qualcuno mi ha anche attaccato per questa mia presa di posizione. Alcuni sono entrati in negozio chiedendo il perché di quel cartello, e io gli ho spiegato che la mia era una scelta etica. Altri mi accusano di volermi fare pubblicità. Francamente non mi interessa. Invitare su una rete pubblica il figlio di un mafioso non mi è sembrato affatto giusto”.

Vedi anche

Altri articoli