Noi iscritti della Cgil di Arezzo per il Sì

Referendum
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Ci auguriamo che dopo il 4 dicembre nella Cgil ritorni un clima di ascolto, di confronto costruttivo e di lavoro

Siamo un gruppo di iscritti alla Cgil, che da sempre è impegnato a vari livelli. Condividono con noi, questo documento anche semplici militanti. La storia ci ha visti in piazza a difendere i valori della nostra Costituzione, con le bandiere della Cgil e insieme alle altre organizzazioni sindacali. Ricordiamo soprattutto gli anni bui del terrorismo, di destra e di sinistra; non abbiamo, però, mai condiviso le nostre battaglie con coloro che hanno sempre combattuto e osteggiato i valori della Carta Costituzionali e di cui oggi sono diventati ipocritamente i paladini.

Di conseguenza, con molta amarezza, assistiamo alla presa di posizione a senso unico della Cgil, a favore del NO al referendum; questa posizione peraltro non è derivante da alcuna consultazione tra i lavoratori, le lavoratrici, fra gli iscritti e le iscritte. Nelle sedi del sindacato viene impedita l’affissione e diffusione di materiale informativo sulle ragioni del SI; la Cgil è sempre stata la casa di tutti, un luogo di confronto di idee per una crescita individuale e collettiva.

Riteniamo sbagliato avere scelto una posizione netta senza dare ascolto alle motivazioni di coloro che sono interessati a proporre e avviare il necessario rinnovamento delle istituzioni del nostro Paese e che vede nella riforma un valido supporto: la Cgil avrebbe dovuto mantenere neutralità ed equidistanza, pur incentivando un utile dibattito. Ci auguriamo che venga rispettato il nostro diritto a esprimere, autonomamente, coscientemente e convintamente il nostro SI, in coerenza con il programma 2014 della Segretaria Nazionale Camusso, le cui tesi ricalcano fedelmente i contenuti presenti nella Riforma Costituzionale che andremo a votare.

Ci auguriamo che dopo il 4 dicembre nella Cgil ritorni un clima di ascolto, di confronto costruttivo e di lavoro congiunto per migliorare il nostro Paese e le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici.

Le prime delle oltre 50 firme raccolte per ora al documento: Peloso Renato, Caneschi Alessandro, Ralli Luciano, Cuccoli Maria, Salvietti Maria Gabriella, Casini Marco, Santicioli Marino, Ridolfi Ugo, Formelli Paola, Goti Paola, Gerardi Antonia, Manfredi Dino, Corelli Rosina, Guidelli Gianfranco, Rondoni Piero, Del Vaga Liviana, Materazzi Andreina

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