Nogarin: “La tassa non spettava a me”. Sicuro, sindaco?

M5S
Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, nella sala consiliare del Municipio per il Consiglio comunale che dovra' esprimersi sull'atto di indirizzo della giunta per avviare il percorso di concordato preventivo dell'Aamps, l'azienda di raccolta rifiuti di Livorno al cento per cento di proprietà del Comune, da presentare, domani, all'assemblea straordinaria dei soci della partecipata, 30 novembre 2015. I lavoratori dell'azienda sono in stato di agitazione da giorni e chiedono il ritiro dell'atto di indirizzo. ANSA/FRANCO SILVI

Il sindaco di Livorno a l’Unità: avevo un contratto di affitto temporaneo. La locazione però scade nel 2018…. Sospesi i tre 5 Stelle dissidenti

Ieri abbiamo posto un quesito chiaro e semplice al sindaco del Movimento Cinquestelle di Livorno Filippo Nogarin. Gli abbiamo chiesto senza livore, ma con viva preoccupazione se lui la Tari, la tassa sui rifiuti, la paga. Una domanda che, avevamo specificato, è posta in riferimento ad un immobile che il sindaco ha preso in affitto nel 2014 proprio a Livorno e sul quale vanno fatte le comunicazioni di rito al comune per i relativi pagamenti. La risposta del sindaco è arrivata. Nogarin si dice «costretto a rispondere all’articolo secondo il quale il sottoscritto non avrebbe pagato la tassa per i rifiuti per un appartamento che ho affittato a cavallo tra il 2014 e il 2015». Innanzitutto vogliamo chiarire, come del resto avevamo scritto, che la nostra non era un accusa, ma una domanda più che lecita visto che una simile caso rappresenterebbe una grave e inquietante mancanza, come del resto riconosce lo stesso sindaco pentastellato che è ricorso a Facebook lo stesso giorno della pubblicazione della nostra domanda per poter chiarire la sua posizione soprattutto nei confronti dei cittadini livornesi che rappresenta.

Tanto che ammette: «Così fosse non solamente avrei contribuito, seppur nel mio piccolo, al dissesto di Aamps, ma secondo la giornalista non sarei degno e credibile per poter continuare a rivestire l’incarico di sindaco di Livorno». Nogarin si dice dispiaciuto di dover deludere i nostri lettori e cita alcuni riferimenti di legge: «Non spettava al sottoscritto il pagamento della tassa dei rifiuti, in quanto “ai sensi dell’art.14 DL 201/2011, convertito in L. 214/2011 (istitutivo della tares) al comma 6 in caso di utilizzo temporaneo di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà usufrutto uso abitazione superficie». Caro sindaco, nessuna delusione, la nostra intenzione è e rimane quella di chiarire una vicenda che potrebbe avere un chiaro risvolto politico e amministrativo. Nogarin ci spiega di aver affittato il locale per 5 mesi nel 2014 e altrettanti nel 2015, sottolineando che il pagamento degli importi «è rimasto quindi a carico del locatore il quale, diversamente, avrebbe dovuto fare la dichiarazione all’ufficio tributi già a gennaio 2015».

Fino al 2018
A noi intanto risulta che il suo contratto stipulato ha una durata dal 5 agosto 2014 al 4 settembre 2018. E quindi non si tratta di contratto di natura transitoria che sia inferiore o uguale all’anno solare. Inoltre da una rapida ricerca risulta che l’articolo 14 del D.L. 201/2011 citato dal sindaco sia stato abrogato dalla Legge 27/12/2013 numero 147 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 302 del 27/12/2013 con entrata in vigore dal 1/01/2014 e avente per oggetto Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato. L’entrata in vigore della legge è precedente all’occupazione dell’immobile da parte di Nogarin.

Comunque a questo punto bisognerebbe che Nogarin chiarisse se il proprietario abbia provveduto a pagare il tributo e se rispetto quell’immobile siano state eseguite le comunicazioni previste per legge.

Il Sindaco poi prosegue: «Ad essere pignolo in ogni caso non avrei gravato sulle casse di AAMPS ma del Comune stesso in quanto spetta all’Amministrazione Comunale riscuotere la tassa dei rifiuti per poi pagare quanto previsto dal contratto di servizio».

La domanda ha suscitato incredulità e stupore, nel mondo politico di Livorno, ma non solo. In molti, soprattutto tra i cittadini livornesi, hanno reagito: vogliono capire e sapere.

La reazione anche solo ad un ipotesi del genere ha scatenato il putiferio sia sul territorio che in rete dove è partito l’hashtag #Nogarinhaipagato. Per esempio il sottosegretario all’ambiente e deputato del Partito Democratico Silvia Velo a Livorno dopo aver incontrato cittadini, militanti e gli operai Aamps, l’azienda di rifiuti che rischia il default, ha chiesto al sindaco Nogarin di «rispondere immediatamente al quesito de l’Unita, ma anche di riaprire su Aamps una discussione vera in consiglio comunale prima del 12 dicembre». È quello il giorno in cui dovrebbe essere presentato dalla fascia tricolore la proposta di concordato preventivo che ha scatenato le vive proteste degli operai, soprattutto quelli precari, di Aamps. Tra le reazioni, quella di Andrea Romano deputato democratico di Livorno che ci ha raccontato: «Ai banchetti del Pd si sono presentati decine di lavoratori, piccoli imprenditori, addetti ai servizi sociali che lamentano debiti non pagati dal Comune a guida grillina, assenza di prospettive, totale incapacità gestionale. Livorno non si merita un tale malgoverno, e i Cinquestelle stanno dimostrando qui tutta la propria incapacità di governo quando si tratta di passare dalla propaganda alla realtà».

Naturalmente anche il Pd locale si è mosso. Lorenzo Bacci segretario Pd di Livorno ha dichiarato: «Mi auguro che il Sindaco abbia modo di chiarire in tempo reale questa imbarazzante situazione». Il capogruppo del Pd in consiglio comunale Pietro Caruso rincara la dose: «Saremmo realmente sconcertati se la richiesta contenuta nell’articolo non avesse una spiegazione adeguatamente supportata da prove inconfutabili. Nel frattempo abbiamo preparato una interrogazione che presenteremo all’apertura degli uffici nella quale chiediamo spiegazioni del fatto».

In casa 5 Stelle intanto arriva una nuova ondata di epurazioni. I tre consiglieri del M5s che, lunedì, nel consiglio comunale di Livorno hanno votato contro un atto di indirizzo della giunta guidata da Filippo Nogarin hanno ricevuto la comunicazione di sospensione dal partito. Senza i tre voti dei dissidenti, la maggioranza avrà a disposizione 17 voti (compreso quello del sindaco) contro i 16 delle opposizioni.

Vedi anche

Altri articoli