Un Nobel per non fermare la pace: la vittoria di Juan Manuel Santos

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L’accordo raggiunto dal presidente colombiano con la Farc è stato bocciato da un referendum fa ma questo non può impedire che si continui a cercare la pace

Il premio Nobel per la pace è stato assegnato al presidente colombiano Juan Manuel Santos per i suoi “risoluti sforzi” per giungere alla pace con i guerriglieri delle Farc e “porre fine a oltre cinquant’anni di guerra civile nel paese, una guerra che è costata la vita ad almeno 220mila colombiani e causato quasi 6 milioni di profughi” si legge nelle motivazioni del comitato Nobel.

Il comitato norvegese del Nobel spiega che con la decisione di assegnare il premio a Santos si “desidera incoraggiare tutti coloro che lavorano per la pace, la riconciliazione e la giustizia in Colombia”. “C’è un reale pericolo che il processo di pace si fermi e che la guerra civile riprenda. Per questo è ancora più importante che le parti, guidate dal presidente Santos e dal leader dei guerriglieri delle Farc Rodrigo Londoño, continuino a rispettare il cessate il fuoco”, prosegue il comitato. “Il presidente stesso ha chiarito che continuerà a lavorare per la pace fino all’ultimo giorno del suo mandato. Il comitato spera che il premio per la pace gli darà la forza di riuscire in questo difficile compito”.

Domenica scorsa i colombiani in un referendum hanno bocciato con uno strettissimo margine l’accordo stretto da Santos con i guerriglieri delle Farc per porre fine alla guerra dopo 52 anni. L’intesa raggiunta a Cuba aveva ricevuto il sostegno di tutti i leader mondiali, dal presidente Barack Obama a Papa Francesco.

Nelle settimane precedenti il voto, tutti i sondaggi davano una netta vittoria del “Sì” e il presidente aveva dichiarato pubblicamente di non avere un piano B in caso di vittoria del ‘No’. Scenario ritenuto improbabile e che di fatto si è avverato per una differenza di soli 54.000 voti.

“Il fatto che la maggioranza degli elettori abbia detto no all’accordo di pace non significa necessariamente che il processo di pace sia morto. “Il referendum non è stato un voto contro la pace, ma contro uno specifico accordo” secondo il comitato.

Il comitato si dice “fermamente convinto” che Santos “abbia portato un conflitto sanguinoso a un passo da una soluzione pacifica e che ci siano le basi per un disarmo verificabile dei guerriglieri delle Farc e per un processo storico di fraternità e riconciliazione nazionale”.

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