Niente più carte negli uffici giudiziari. Il processo telematico è legge

Giustizia
processo civile telematico

Il provvedimento stabilisce l’assunzione di 1000 persone nell’amministrazione giudiziaria

Entro il primo gennaio 2017 il processo telematico dovrà entrare a regime in tutti i tribunali italiani. Il Senato ha approvato in via definitiva, dopo il voto della Camera, il decreto sul processo telematico che rinvia di 6 mesi il termine previsto del 1 luglio 2016. Il provvedimento, inoltre, stabilisce l’assunzione di 1000 persone nell’amministrazione giudiziaria, che da anni lamenta una grave carenza di personale.

Sono queste le due principali novità del decreto voluto dal governo per semplificare le procedure e velocizzare i tempi della macchina giustizia.

Con l’inizio del nuovo anno, quindi, in tutti gli uffici giudiziari dello stivale si dovrà seguire obbligatoriamente l’iter telematico, che consente una notevole riduzione dei tempi e dei costi delle varie procedure processuali. Il passaggio dal processo tradizionale a quello telematico sarà comunque graduale. Da gennaio a marzo, infatti, in via precauzionale potrà essere utilizzato parallelamente anche il vecchio sistema.

Tutti gli atti dovranno essere firmati con la firma digitale. Il deposito sia degli atti di parte che di quelli del giudice dovrà obbligatoriamente essere effettuato con le modalità telematiche. Questo consentirà la loro consultazione e la loro notifica sempre per via telematica.

Niente più carte, quindi, che viaggiano da un ufficio all’altro o che vengono custodite in enormi ed inestricabili archivi, con il rischio di essere smarrite. Tutto sarà tracciato e a portata di clic. Una rivoluzione che faciliterà il lavoro di giudici, avvocati e personale amministrativo.

Introdotto con un decreto nel lontano 2001 il processo telematico è stato sperimentato dal 2004 al 2008 in un campione di sedi giudiziarie della Penisola. Diverse sono state le difficoltà tecniche riscontrate, che hanno fatto allungare i tempi. Alla fine della sperimentazione il processo telematico è stato attivato lentamente e a macchia di leopardo fino ai nostri giorni. Oltre ai problemi tecnici hanno certamente influito il continuo cambiamento delle regole tecnico-operative per l’utilizzo di strumenti informatici e telematici, e la carenza di personale specializzato in forza nei tribunali. Quest’ultimo aspetto è considerato dalla maggior parte degli addetti ai lavori come il principale fattore di ritardo.

Ecco perché il ministro della Giustizia Andrea Orlando in un video diffuso sulla sua pagina Facebook sottolinea l’importanza delle assunzioni del personale amministrativo: “si tratta di un’iniezione di energia e l’insieme degli interventi per cui abbiamo disposto le risorse porterà complessivamente a quattromila persone in più”.

“Un intervento – spiega Orlando – che complessivamente comporterà un investimento di un miliardo e 600 milioni di euro. È importante sottolineare come una nuova generazione può accedere agli uffici giudiziari, tenendo contro che ultimi concorsi risalgono alla fine degli anni ’90. In questo modo – ha concluso il guardasigilli – rispondiamo all’esigenza dei cittadini per una giustizia più efficiente e rapida, a una domanda che viene dai lavoratori in questo settore e anche dai capi degli uffici, che indicano questo problema come prioritario per il funzionamento dell’amministrazione”.

Vedi anche

Altri articoli