Nibali, epica vittoria. Il Giro si riapre

Maglia rosa
nibali

Trionfo del siciliano a Risul che ora punta la vittoria finale. Drammatica tappa per Kruijswijk caduto in discesa e giunto al traguardo con 4 minuti e 54 secondi dal siciliano

La caduta e la risalita, l’ultima settimana di Vincenzo Nibali può essere sintetizzata così. E’ il ciclismo, uno sport dove tutto può succedere e dove il giorno successivo non è mai uguale a quello precedente. Dopo la debacle dolomitica molti davano già per finito lo squalo, che oggi ha voluto lasciare un segno a questo Giro. Il segno l’ha lasciato e pure grosso, recuperando minuti su minuti e tornando prepotentemente tra i favoriti alla vittoria finale. E’ stata una vera e propria impresa, quelle che restano negli occhi degli appassionati per anni.

Il coraggio e la testa dello squalo lo hanno fatto volare nei 12 chilometri dell’ascesa finale, ma è stata la lunga discesa dal Colle dell’Agnello a fare la differenza. Sì perché Nibali il suo attacco l’ha iniziato in discesa e quell’attacco probabilmente ha provocato la caduta di Steven Kruijswijk, che è andato lungo in una curva e si è schiantato su un muro di neve ghiacciata. Alla fine è arrivato con 4 minuti e 54 secondi di distacco dal siciliano e ha perso la maglia rosa a vantaggio di Esteban Chavez. Tanta è stata la sfortuna per la maglia rosa, ma perfetta è stata la strategia dell’Astana e dell’Orica squadre di Nibali e Chavez. Ma la discesa dal Colle dell’Agnello ha fatto un’altra vittima il quinto in classifica Ilnur Zakarin caduto rovinosamente e costretto al ritiro causa la frattura della clavicola. Un grande applauso va fatto a Michele Scarponi, che ha messo da parte le sue ambizioni di vittoria della tappa mettendosi totalmente al servizio del suo capitano. Lo scalatore marchigiano comunque si è tolto la soddisfazione di passare per primo sulla cima Coppi.

Esteban Chavez è riuscito dunque a conquistare la maglia rosa, ma si è piegato di fronte agli scatti di Vincenzo Nibali che gli ha guadagnato 59 secondi, abbuoni compresi. E’ stato l’unico a riuscire a resistere al siciliano, gli altri si sono sciolti come neve al sole. Alejandro Valverde perde 2 minuti e 24 dal siciliano, così come Majka e Uran. La classifica generale ora vede Nibali a 44 secondi da Chavez, Kruijswijk a 1 minuto e 5 secondi e Valverde a 1 minuti e 48 secondi.

Domani la tappa che deciderà questa novantanovesima edizione del Giro. Una frazione di soli 134 chilometri che da Guillestre porterà i corridori a Sant’Anna di Vinadio. Una tappa breve, ma con tanta montagna, fin dalla partenza. Si inizierà subito con il Col de Vars, salita di 18 Km con pendenze medie non impossibili, ma che ad inizio tappa potrebbero far male. Sì perché dopo tre settimane partire subito in salita non sarà facile per i corridori. Molto probabilmente la corsa partirà subito a tutta e dopo le fatiche di oggi non sarà facile riuscire a tenere il ritmo. La seconda ascesa di giornata sarà il Col de la Bonnette, salita infinita di 21 chilometri piazzata a circa metà del percorso. Ma l’ascesa su cui si deciderà questo Giro d’Italia probabilmente sarà il Colle della Lombarda, che riporterà la corsa in Italia. Anche questa terza salita è lunghissima, più di 19 Km, ma le dure pendenze e la vicinanza al traguardo faranno di questa terza salita il terreno per l’attacco decisivo. Se non bastasse la salita e poi gli 8 Km di discesa dal Colle della Lombarda ci saranno gli ultimi 2 durissimi chilometri verso Sant’Anna di Vinadio.

Ma chi vincerà questo Giro d’Italia? Rispondere a questa domanda è pressoché impossibile, ma la tappa di oggi ha detto che Nibali è in forma, che Chavez se attaccato può perdere, che Valverde non digerisce le salite sopra i 2000 metri d’altitudine e che Kruijswijk ha faticato più di tutti per cercare di recuperare e dovrà guarire dalle ferite fisiche e morali che la tappa gli ha lasciato. Noi puntiamo su Nibali, per quello che ha fatto vedere oggi e perché è il corridore con la maggiore esperienza in gruppo, lo dicevamo dopo la tappa di Andalo e ne siamo oggi ancor più convinti.

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