“Nessun incontro”. “Invece c’è stato”. Uno dei due mente: chi?

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trump salvini

Se non fosse patetico sarebbe un bel giallo: nella destra mondiale sembrano matti

Se non fosse patetico, sarebbe un bel giallo: c’è stato l’incontro Trump-Salvini? O non c’è stato? E se non c’è stato, come continua a giurare il capo della Lega, come viene fuori quella stretta di mano immortalata da una famosa fotografia? Viceversa, se il faccia a faccia c’è stato, perché Donald Trump aspetta più di un mese per negarlo?

I fatti sono questi. Il 26 aprile i giornali (e anche noi) commentano l’incontro a sorpresa fra il magnate americano e il leader leghista a Philadelphia. Trump si era (meglio: si sarebbe) lanciato in un improbabile pronostico: “Sarai il prossimo presidente del Consiglio italiano”.

Vabbè, la cosa è andata. Salvini ha fatto un colpaccio d’immagine, anche se è stato legittimo chiedersi perché un candidato alla casa Bianca, con tutte le cose che ha da fare, utilizzi cinque minuti del suo tempo per uno sconosciuto come Salvini.

Poi ieri Trump ha rilasciato un’intervista a Michael Wolff a The Hollywood Reporter: “‘Non ho voluto incontrarlo’ spiegando di ‘non avere neppure conosciuto” il numero uno del Carroccio non ritenendo che ci sia “un terreno comune da esplorare'”.

Stamane ad Agorà il capo della Lega non ha insistito troppo, preferendo lanciarsi in uno sperticato elogio del miliardario americano. Poi ha risposto ad Annalisa Cuzzocrea di Repubblica: “Questa cosa mi fa molto ridere. L’intero impianto di quell’intervista ha dell’incredibile. Le dico solo che ci sono almeno una dozzina di e mail di preparazione di quell’incontro”. “Quand’è avvenuto l’incontro?”, chiede la giornalista. Risposta: “Non ricordo di preciso, ma era circa un mese fa in Pennsylvania, fuori Philadelphia. C’era la convention repubblicana”.

E’ chiaro che uno dei due mente. Diciamo che Trump è l’indiziato numero uno, un contaballe di professione che sta prendendo in giro mezza America. Però resta un dubbio anche su Salvini, l’uomo che per un giorno si era tolto la felpa e messo in giacca e cravatta per un incontro che forse non c’è mai stato.

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