Nell’arena della campagna elettorale: i partiti spagnoli si dividono sulla corrida

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Una serie di provvedimenti restrittivi riaccende le polemiche sulla tauromachia a pochi giorni dalle elezioni-bis (FOTOGALLERY)

Ortega y Gasset era un grandissimo appassionato della tauromachia, tanto che sosteneva che senza le corride sarebbe stato difficile capire la storia della Spagna. La sua passione per i tori lo portò a scrivere un’opera letteraria, rimasta inconclusa, Paquiro o de las corridas de toros, nella quale l’intellettuale spagnolo scrisse i suoi pensieri sulla pratica che ad oggi è una delle attività più celebri della Spagna. L’intreccio tra la redditizia economia legata al toro e la antichissima tradizione dei riti porta a far sì che le corride siano avvenimenti importantissimi per molti strati della società spagnola e quindi tematica rilevante anche per una campagna elettorale.

Se all’interno dei dibattiti che accompagneranno gli spagnoli fino al 26 giugno, giorno delle nuove elezioni, emergono questioni più urgenti come la disoccupazione o i nuovi possibili accordi di governo; una delle dispute che riceve sempre grande attenzione mediatica è proprio quella legata al toro ed alle corride. Soprattutto in questo momento.

In questi ultimi mesi, infatti, sono stati presi vari provvedimenti restrittivi rispetto a delle pratiche non propriamente ortodosse. Le nuove misure hanno riguardato anche il celeberrimo torneo del Toro de la Vega, un evento che si svolge ogni anno nella località di Todesillas (nella comunità di Castilla y León) dove un toro viene linciato ed ucciso da decine di uomini armati di lance. Questo brutale evento, fortemente contestato negli anni, è stato parzialmente proibito a partire dalla prossima edizione (il toro non potrà essere assassinato in pubblico) e proprio negli ultimi giorni las cortes di Castilla y León ha votato a favore di questo emendamento.

In quest’ultime votazioni si son viste le posizioni dei vari partiti che influiscono molto anche nella campagna elettorale nazionale. A capo del governo di Castilla y León c’è José Antonio de Santiago-Juárez del Partido Popular che ha dichiarato che l’obiettivo dell’emendamento è quello di “proteggere la tradizione adattandola alle sensibilità del XXI secolo” e che “la Junta non è antitaurina”. Le opposizioni da Podemos al Psoe hanno votato a favore della proibizione, soltanto Ciudadanos si è astenuto. Il leader di quest’ultimo partito, Albert Rivera, è stato attivo nella campagna contro la chiusura de la plaza di Barcellona e sempre a fianco dei toreri, come testimonia la celebre foto che gira sui social network con il torero Serafín Marín.

Caso diverso invece nella comunità della Cantabria dove il Psoe insieme a Santander Sí Puede (ovvero Podemos) sono riusciti a porre fine alle sovvenzioni che il comune concedeva alle feste dei tori (l’ultima edizione è costata ai cittadini 250 mila euro). Questo provvedimento, promulgato ad inizio giugno, mette in evidenza il grande paradosso dei fondi pubblici che vengono utilizzati per sovvenzionare questa economia, che altrimenti non riuscirebbe a reggersi da sola.

Se in Catalogna è totalmente proibita la corrida, nella vicina comunità valenciana la tradizione è ancora molto viva. A Valencia, però, il comune riesce a strappare in questi giorni, dopo la cessazione dei finanziamenti pubblici approvata lo scorso anno, un’altra modifica ai festeggiamenti: ovvero il divieto di poter porre oggetti infuocati sulle corna del toro e l’utilizzo della corda in quanto si tratterebbe di “maltrattamento”. L’accordo è stato raggiunto tra il partito indipendentista Compromís, i socialisti e València en Comú (lista legata a Podemos).

In generale, sicuramente, il motore di questi ultimi cambiamenti è stato il partito Podemos che però, come ha sottolineato il suo segretario Iñigo Errejón in un’intervista all’interno del programma radiofonico Carne Cruda, non è intenzionato a proibire la tauromachia, ma sicuramente a togliere qualsiasi tipo di finanziamento pubblico per queste feste “poco edificanti”. Dalla parte opposta, il Partido Popular che proprio per rilanciare il tema in campagna elettorale, con le parole del presidente del Senato, Pío García Escudero, ha affermato in questi giorni che rivendicare la tauromachia è “una maniera di difendere la libertà”.

 

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(foto di Andrea Leoni)

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