A Roma scatta il piano sicurezza

Pasqua
Sicurezza in piazza San Pietro per la cerimonia dell'apertura da Papa Francesco della Porta Santa di San Pietro per l'inizio del Giubileo della Misericordia. Vaticano 08 dicembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Aumentati i dispositivi di sicurezza sugli obiettivi sensibili: il Colosseo e la Basilica di San Pietro

Anche se in Italia l’allerta in Italia resta a livello 2, quello immediatamente precedente l’attacco in corso, sono tante le rassicurazioni che arrivano da esperti ed esponenti del governo. In Italia al momento non c’è alcuna minaccia specifica di attentati. Ma solo due giorni fa a Bruxelles dei kamikaze si facevano esplodere in metro e in aeroporto e quelle immagini sono ancora molto nitide nella mente del resto dei cittadini europei, anche italiani, che ora vivono con molta paura la loro quotidianità.

La psicosi attentati, anche se minore rispetto al dopo-Parigi, comunque c’è e a risentirne è anche il turismo, soprattutto in una città come Roma, dove per Pasqua solo la metà dei Bed&Breakfast risulta prenotata (è arrivata anche qualche disdetta), nonostante i prezzi siano stati abbassati del 30%.

In vista delle festività di Pasqua, è stato disposto oggi, durante un tavolo tecnico che si è tenuto in Questura, alla presenza di Arma, Finanza e Polizia, un piano per la sicurezza della Capitale con dispositivi anche investigativi delle forze dell’ordine che, già a partire da oggi e per tutto il weekend lungo, saranno elevati ai “massimi livelli storici”.

Gli obiettivi sensibili sono ovviamente il Colosseo e la Basilica di San Pietro dove si terranno la Via Crucis, domani, la veglia di sabato e poi la messa della domenica di Pasqua. Per quegli eventi che prevedono un forte assembramento di persone verranno create aree di servizio per garantire le condizioni di massima sicurezza per i visitatori.

In particolare per la Via Crucis sono stati predisposti diversi “step” di controllo con una prima area di prefiltraggio delimitata da transenne, poi una seconda di ulteriore controllo per accedere alla piazza del Colosseo. In ogni area saranno effettuate bonifiche con artificieri, unità cinofile anti-esplosivo e controlli con metal detector.

A vigilare ci saranno unità operative antiterrorismo e agenti di polizia altamente specializzati, pronti per verificare particolari minacce e assicurare il primo intervento in eventuali situazioni critiche. Sul posto saranno presenti anche le unità speciali di polizia e carabinieri per l’antiterrorismo e gli interventi speciali: Nocs e Gis. Tutto l’apparato di sicurezza sarà gestito dalla sala gestione Grandi Eventi della Questura, direttamente coordinata dal questore Nicolò D’Angelo.

Come quando è scattato il piano per il Giubileo, anche per questi giorni l’Enac ha ribadito che il divieto di sorvolo di Roma. In base al Protocollo Operativo adottato dal governo, “in occasione di specifici eventi, individuati secondo criteri di tutela dell’ordine pubblico in esso definiti, viene interdetto – spiega l’Enac – il sorvolo della città di Roma e delle aree limitrofe. Sono esclusi dal divieto di sorvolo solo i voli di Stato, quelli di emergenza e i voli commerciali schedulati delle compagnie aeree”.

In questi giorni a Roma “c’è un’attenzione assolutamente all’altezza della situazione”, ha spiegato il prefetto Franco Gabrielli aggiungendo, però, che “dobbiamo essere preoccupati per tutto, non per la Via Crucis di domani, dove magari si mettono in campo forze straordinarie o controlli”. Secondo Gabrielli è più temibile “l’ordinario dello straordinario”: i kamikaze dell’Isis, ha ricordato, “non seguono i nostri calendari, la loro logica è colpire quando sono in grado di colpire e colpiscono quando sono sicuri di produrre il massimo del danno con lo sforzo minimo”.

“Il calendario lo decidono loro – ha proseguito il prefetto -: in una città come Roma c’è bisogno di un evento particolare per cogliere la situazione? La stazione Termini movimenta 500 mila persone al giorno. Quello che forse non si è capito di Roma è che una città in cui è straordinaria l’ordinarietà: dobbiamo essere attenti, noi che abbiamo la responsabilità degli apparati dobbiamo fare lo sforzo massimo”.

Quanto ai numeri delle forze dell’ordine da mettere in campo, per Gabrielli “non è realistico mettere un poliziotto o un carabiniere in ogni angolo di strada e per certi aspetti non è neanche funzionale a garantire la sicurezza. Questo tipo di terrorismo lo si combatte con la prevenzione perché quando i terroristi scendono in campo possiamo soltanto limitare i danni. La presenza delle forze dell’ordine e il controllo sul territorio sono importanti però sono una condizione necessaria ma non sufficiente”.

 

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