‘Ndrangheta, le mani dei boss sui lavori del Terzo Valico: 42 arresti

Cronaca
ANSA/LUCA ZENNARO

Non solo appalti, ma anche sale giochi, gestione dei rifiuti e dell’import-export. Indagato anche il vicepresidente del Consiglio della Calabria Francesco D’Agostino e il senatore di Gal Antonio Caridi

Controllavano tutto: dall’import-export di prodotti alimentari, alle sale giochi e alle scommesse online, dai rifiuti agli appalti. Tra questi anche quello per la realizzazione del Terzo Valico, attualmente in fase di costruzione con l’avvenuta cantierizzazione di siti afferenti al settore ligure-piemontese, e del porto di Genova.

La polizia di Stato e la Dia hanno eseguito oggi misure cautelari a carico di 42 persone – 34 delle quali in carcere, 6 ai domiciliari e due interdette dall’esercizio di pubblico ufficio – affiliate alla ‘Ndrangheta delle cosche reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro.

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Tra gli indagati anche diversi esponenti politici. Tra questi il senatore di Gal Antonio Caridi si sarebbe speso con la cosca Raso-Albanese-Gullace per un incontro con il deputato Giuseppe Galati che per due volte si sarebbe incontrato con gli emissari della cosca che gli avevano chiesto aiuto per rendere fabbricabile un’area urbana di Roma, senza ottenere il favore richiesto, proponendogli persino la cessione di una parte di quell’area. La Dda reggina aveva chiesto l’arresto di entrambi i parlamentari, ma il gip ha rigettato la richiesta. Per Caridi perché già interessato dal provvedimento cautelare – che dovrà essere discusso domani dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato – nell’inchiesta Mammasantissima. Per Galati, invece, il gip non ha ritenuto sussistente un quadro indiziario grave.

Indagato, ma non in qualità di politico, anche il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino, eletto nel 2014 con la lista “Oliverio presidente”, al quale sono stati perquisiti casa e ufficio. Per D’Agostino viene ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘Ndrangheta.

“Le indagini hanno accertato le propaggini della ‘Ndrangheta, soprattutto al di fuori dei territori di elezione. In questo caso abbiamo accertato la loro presenza in Liguria e i loro interessi soprattutto nell’intercettare appalti pubblici”, ha spiegato il direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla.

L’inchiesta, denominata “Alchemia”, si è sviluppata tra la Calabria, Roma e la Liguria in due fasi operative: una condotta dal centro operativo Dia di Genova, in collaborazione con quelli di Reggio Calabria e Roma, nei confronti di elementi affiliati alla cosca mafiosa “Raso-Gullace-Albanese” di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria; l’altra, coordinata dal servizio centrale operativo della Polizia di Stato, condotta dalle squadre mobili delle Questure di Genova, Reggio Calabria e Savona, su appartenenti alla medesima consorteria mafiosa ed a quella denominata “Parrello-Gagliostro” di Palmi, sempre in provincia di Reggio Calabria.

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