Ncd alle primarie di Napoli? Ecco cosa c’è dietro

Napoli
In un quartiere popolare di Napoli uno dei seggi delle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione Campania, 01 marzo 2015.
 ANSA/CIRO FUSCO

Il tentativo di un’operazione centrista, per riempire il vuoto dell’area che si oppone alla candidatura di Bassolino, finisce sommerso in un mare di no

Proteste che arrivano da tutte le aree interne del Pd, smentite dai vertici regionali e nazionali di Ncd. Cosa sta succedendo a Napoli? La possibilità che il partito di Alfano partecipi alle primarie del centrosinistra per la scelta del prossimo candidato a sindaco ha provocato un vespaio di polemiche che – lo diciamo subito – appare spropositato rispetto a come si sono svolti realmente i fatti. Proviamo a ricostruire l’intera vicenda.

Ieri sera si è svolta una riunione del centrosinistra cittadino, presieduta dal segretario provinciale del Pd Venanzio Carpentieri. A quel tavolo era presenta, per la prima volta, anche il coordinatore provinciale di Ncd. Al termine, Carpentieri fa pubblicare una nota, in cui annuncia l’adesione degli alfaniani al percorso che porterà alle primarie, “riproducendo, anche in vista delle comunali napoletane, lo schema politico che sostiene l’alleanza di governo nazionale”.

Appena la notizia si è diffusa, stamattina è scattato il fuoco di sbarramento. La più agguerrita è la minoranza interna al Pd, che vede in questa decisione il primo atto per la costituzione del Partito della Nazione. “Che fine ha fatto la moratoria sulle primarie?”, chiede Roberto Speranza, che soprattutto aggiunge: “Chi lo ha deciso?”. Anche gli stessi renziani ammettono di non saperne niente e, anzi, con Tommaso Ederoclite si dissociano: “Come membro della segreteria provinciale di Napoli non ho mai discusso o votato in nessuno organo dirigenziale, segreteria, direzione o assemblea della partecipazione di Ncd alle primarie del Partito Democratico. Non mi riconosco e prendo le distanze da una tale scelta”. E la segretaria regionale Assunta Tartaglione mette il sigillo: “Sulle alleanze alle comunali nessuna scelta estemporanea, ma solo l’avvio di percorsi che devono essere condivisi non solo a livello locale”. Senza il sì di Roma, insomma, non si muove un passo.

Ma – e qui la vicenda si fa addirittura farsesca – anche gli stessi centristi disconoscono la decisione. “Il Nuovo centrodestra non parteciperà mai alle primarie del Pd in Campania per la scelta del candidato sindaco”, mette nero su bianco il coordinatore provinciale Gioacchino Alfano. E Maurizio Lupi conferma: “Nessuno di noi del Ncd e nessun organo di partito si è mai sognato di ipotizzare la partecipazione alle primarie del Pd”.

Il caos, insomma, è totale. Perché in realtà il percorso immaginato finora – e accettato da tutte le aree interne al Pd, nonché dalla maggioranza di Ncd – prevedeva la confluenza degli alfaniani in una lista civica moderata che avrebbe sostenuto il candidato che sarebbe uscito vincitore dalle primarie del centrosinistra. Una convergenza che si sarebbe dunque dovuta realizzare solo dopo i gazebo.

Perché allora questa accelerazione? Secondo alcuni, la difficoltà in cui si trova la maggioranza interna ai dem nel tentativo di individuare una candidatura alternativa a quella di Antonio Bassolino, avrebbe indotto una componente di provenienza ex popolare del Pd a muoversi di concerto con alcuni dirigenti di Ncd, nel tentativo di presentare alle primarie l’ex parlamentare Raffaele Calabrò, con un passato border line tra Forza Italia e Margherita, prima di tornare nel Pdl e poi uscirne insieme agli alfaniani.

L’operazione non sembrerebbe aver avuto fortuna, almeno stando alle prime dichiarazioni. E Bassolino resta ancora l’unico candidato in campo per le primarie.

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