Natalità, il ministro Costa: “Serve un testo unico sulla famiglia”

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ll ministro della Famiglia Enrico Costa annuncia i provvedimenti tra cui i voucher asili nido, aiuti alle madri under 30 e fisco leggero

Razionalizzazione, riordino, riorganizzazione. Sono i tre punti fermi della legge delega sulla famiglia che il ministro per gli Affari regionali e Autonomie con delega alla Famiglia, Enrico Costa, intende presentare il prossimo 13 settembre e della quale ha anticipato la “filosofia” oggi in diretta su Radio 24, non sbilanciandosi tuttavia su quali e quante risorse saranno a disposizione del provvedimento.

“Non mi sento di poter fare delle anticipazioni sulle cifre. Quello che cercheremo di fare – ha spiegato – è rendere strutturali le politiche per la famiglia, non limitandoci solo a misure occasionali, anche se si sono rivelate efficaci. Nel Def è gia stato inserita la previsione di un testo unico sulla famiglia, perché nel corso degli anni le misure che erano state adottate dal governo e dal parlamento si sono sovrapposte e talvolta contraddette”.

“Oggi – ha argomentato ancora il ministro – non c’è una riconoscibilità e una strutturazione organica delle politiche. Il testo unico non sarà un provvedimento spot ma dovrebbe dare un filo conduttore, una riorganizzazione all’erogazione dei finanziamenti e mettere fine a un disordine normativo, che pensiamo debba essere messo a posto. La bozza di delega al governo, avrà tutte queste finalità”.

In particolare, ha continuato Costa, la legge conterrà degli strumenti per aiutare le madri under 30. “Da tempo – ha ricordato – siamo di fronte a una decrescita demografica che, considerate le previsioni, non migliorerà nei prossimi anni e siamo di fronte al fatto che le madri fanno i figli in età sempre più avanzata. Oggi ci sono interventi slegati tra loro, che agiscono in prima battuta sul reddito e non sono per tutti. Le misure che faremo, aiuteranno le giovani madri che, ad esempio, hanno la preoccupazione di perdere il lavoro a causa della maternità.

“Quindi non si tratta di fare solo bonus bebè, che è una forma di sostegno che non mi sento di smentire. Le giovani madri cercano un sostegno all’assistenza o alla possibilità di mandare i figli agli asili-nido, esigenza che oggi è coperta solo per il 20% delle richieste che vengono fatte per i bambini da 0 a 3 anni.

“Non esiste una misura che da sola può risolvere tutti i problemi di una tematica così complessa, come è la famiglia. Riteniamo che la ‘misura’ più efficace sia la stabilità stessa delle misure, ovvero sapere che di anno in anno i sostegni saranno costanti e verranno confermati. Ormai è un fatto che troppe misure sperimentali e a termine – ha concluso – non garantiscono sicurezze per i giovani che vogliono intraprendere un cammino di vita”.

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