Nasce Human Technopole a Milano, Renzi: “Viva le città che accettano le sfide”

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Nell’area che fu di Expo 2015, sorgerà un grande polo scientifico per lo studio delle scienze dello vita

Sono grato a Milano che anziché dire no, prende per mano il Paese e lo porta nel futuro“. Con queste parole Matteo Renzi ha presentato Human Technopole, il grande centro di ricerca sulle scienze della vita che nascerà nell’area dell’ex Expo 2015.

“Il mondo dei prossimi anni – ha spiegato – sarà un mondo sempre più interconnesso ma sarà anche un mondo in cui vivremo di più, in cui dovremo cercare di vivere meglio e cercare di farlo in luoghi che ci educhino alla bellezza. Quindi un mondo fatto apposta per l’Italia. Sembra che ci abbiano fatto l’abito su misura”. “Io sono grato a Milano. Viva Milano e viva l’Human Technopole, e grazie per la pazienza che avete dimostrato tutti. Mi ricordo un anno fa gli sms, le telefonate, le mail, le circolari. Grazie per averci creduto ed essere stati tenaci, perché è stata la vostra tenacia che consente oggi a questo progetto di smettere di essere un progetto”.

La posa della prima pietra” – ha detto Renzi rispondendo scherzosamente al ministro Martina, presente al Piccolo Teatro – sarà “nel febbraio 2017, tanto le elezioni saranno nel 2018 quindi gennaio o febbraio cambia poco”.

A lavorare sul progetto, presentato e approvato dal Governo, l’Istituto Italiano di Tecnologia, insieme al Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi Milano Bicocca, in collaborazione con gli istituti di ricerca clinica e ospedaliera di Milano, la Fondazione Edmund Mach di Trento, la Fondazione ISI di Torino, il CINECA di Bologna e il CREA.

Sarà un grande polo scientifico con l’obiettivo di promuove un approccio multidisciplinare e integrato sul tema della salute e dell’invecchiamento. Medicina, big data, nanotecnologie e nutrizione le parole chiave per creare una nuova conoscenza scientifica e nuove tecnologie. 

“Questo significa immaginare come sarà questo paese fra 10 anni. – ha concluso Renzi – Non si può gestire il quotidiano senza orizzonti. Adesso quello che vedo è un Paese orgoglioso del passato ma con una disperata voglia del futuro, bisogna tornare a progettare e immaginare”.

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