Napolitano: “Tante rassicurazioni per le riforme. Ma la collaborazione è rimasta lettera morta”

Referendum
Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano a Napoli dove nel corso di un convegno sui diritti nelle carceri ha sottolineato la necessita'  di una revisione della riforma penitenziaria del '75, 9 giugno 2015.
ANSA/CIRO FUSCO

Lo scrive Napolitano in una lettera ai promotori del Convegno milanese “per un Sì pacato”.

“I valori della Carta del 1948 e il ruolo delle istituzioni non si difendono con l’immobilismo e con un’interminabile serie di tentativi abortiti e ingannevoli rinvii, con pesanti ricadute per la stabilita’ politica e la funzionalità del sistema democratico”. A sostenerlo è l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera inviata ai promotori del Convegno che si svolgerà oggi a Milano per un “Pacato Sì” al referendum.

“Francamente non avrei mai immaginato che si potesse manifestare altro che un “Sì” e un “No” egualmente pacati, oggettivi nel giudizio di merito e misurati nelle opposte argomentazioni e conclusioni. Non potevo immaginarlo alla luce di tante assicurazioni, ricevute in qualità di presidente della Repubblica, dalle più diverse forze politiche di disponibilità a collaborare provenienti da ogni parte, per riforme considerate necessarie ma poi rimaste lettera morta o bruscamente ritrattate”. Lo scrive Napolitano in una lettera ai promotori del Convegno milanese “per un Sì pacato”.

“Le rotture politiche intervenute dopo l’avvio dell’iter della riforma sono state, ho detto e ripeto, una sconfitta di tutti. Per andare oltre, nell’interesse del Paese, è necessario ristabilire un clima di reciproco rispetto”. E “occorre prepararsi a considerare “compito di tutti” la concreta costruzione del nuovo Senato previsto dalla riforma”.

“Il mio apprezzamento per il documento che avete sottoscritto a sostegno di un ‘Sì pacato’ alla riforma costituzionale sottoposta a referendum nasce dalla serena coscienza di essermi mosso nello stesso spirito dall’inizio alla fine del confronto in Parlamento sul progetto presentato dal governo. Ne è  testimonianza la dichiarazione di voti che svolsi nell’ Aula del Senato un anno fa, il 13 ottobre 2015″.

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