Napolitano: “Sosterrò il Si al referendum”. Sulla Ue: “Guai a far saltare accordo di Schengen”

Riforme
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano 
ANSA/ANGELO CARCONI

Così Giorgio Napolitano, in un’intervista al Corriere della Sera, parla del referendum sulle riforme costituzionali e dei rapporti Italia Ue

“Sosterrò la conferma della legge di riforma approvata dal Parlamento e mi auguro che le opposte parti politiche si confrontino sul referendum nella sua oggettività. Cioè pronunciandosi sul merito della riforma, della sua necessità e della sua – a mio avviso – indilazionabilità, e non facendone materia di scontri politici personalizzati”.

Lo afferma il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano in un’intervista al Corriere della Sera in cui ricorda che il referendum confermativo “è previsto dalla Costituzione”, e dunque “non è il governo in quanto tale che lo promuove”.

In merito al rapporto tra Italia e Ue, “non credo possa esserci la prospettiva di un confronto teso tra Roma e Bruxelles”, dice Napolitano, che riconosce i passi in avanti nel superamento della politica di austerità e sottolinea che “va approfondita una strategia di sviluppo seria, concertata al livello europeo, che abbracci novità ormai mature come l’ attribuzione di una ‘capacità di bilancio’ all’Ue. E’ uno sforzo a cui il nostro Paese può dare il suo contributo propositivo con la necessaria puntualità, determinazione e attitudine al dialogo con altre posizioni presenti nelle istituzioni dell’Unione”. “Non penso che l’Italia debba sentirsi un sorvegliato speciale in Europa”, aggiunge l’ex capo dello Stato. “In questi due anni il governo e il Paese hanno mostrato una volontà riformatrice di cui sono convinto che i più attenti nostri partner europei hanno compreso il valore e apprezzato i primi risultati”. In tema di immigrazione, “guai a far saltare l’accordo di Schengen, a ristabilire confini nazionali e ad erigere muri, a mettere a rischio la conquista storica della libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione”, avverte Napolitano, secondo cui “occorre stare molto attenti a non sovrapporre il rischio terrorismo a un approccio di apertura regolata soprattutto verso quanti hanno diritto all’accoglienza come rifugiati”.

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