“Il referendum sulle trivelle è pretestuoso. Astenersi è legittimo”

Referendum
ROMA 9 MAGGIO 2014 COMMEMORAZIONE DELL ' UCCISIONE DELLO STATISTA ALDO MORO AVVENUTA IL 9 MAGGIO DI 36 ANNI FA
NELLA FOTO GIORGIO NAPOLITANO
FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

L’ex capo di Stato: “La riforma del Senato non è certo un attacco alla democrazia”

Non andare a votare è un modo di esprimersi quando lo prevede la Costituzione. Parola di Giorgio Napolitano. L’ex presidente della Repubblica, in una intervista a La Repubblica, giudica legittima la possibilità di astensione a proposito del referendum sulle trivelle. Non sa ancora se domenica andrà a votare in quanto impegnato in una trasferta a Londra, ma valuta poco “fondati” i quesiti su cui bisognerà esprimersi: “Trovo persuasivi gli argomenti sull’inconsistenza e pretestuosità di questa iniziativa referendaria. Non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso”.

Poi, l’ex capo di Stato promuove la riforma costituzionale appena approvata dal Parlamento ed entrando nel merito giudica strumentali gli allarmi per la democrazia e per la libertà “usati al solo fine di bloccare un rinnovamento da lungo tempo atteso e dalle parti più diverse considerato necessario. Che giunge già con grave ritardo”.

E a proposito delle opposizioni che parlano di attacco alla democrazia, Napolitano sottolinea che “enfatizzazioni e estremizzazioni nei giudizi delle forze di opposizione ne ho viste tante e nessun partito è senza peccato. Stavolta però siamo giunti veramente al di là di ogni misura in particolare nei commenti all’approvazione della legge di riforma. Bisognerebbe stare seriamente al merito di quello che si è elaborato e votato a maggioranza e non lanciare allarmi per la libertà e la democrazia”.

Secondo il presidente emerito della Repubblica, invece, “l’articolo 138 è stato scrupolosamente osservato e si è raggiunta la prescritta maggioranza assoluta per le modifiche, in misura netta non solo alla Camera ma anche al Senato. Un maggiore consenso avrebbe richiesto un atteggiamento più costruttivo di varie forze che sono all’opposizione del governo Renzi ma che negli anni passati, e posso darne testimonianza da ex presidente della Repubblica, si sono pronunciate a favore innanzitutto del superamento del bicameralismo paritario”.

Adesso, continua Napolitano, “bisogna soprattutto farla una riforma come quella appena approvata e poi impegnarsi per la sua migliore attuazione. A questo compito dovrebbero partecipare, una volta confermata la legge con il referendum, anche i gruppi politici che oggi la osteggiano. Personalmente farò di tutto per chiamare a questa collaborazione, ad un atteggiamento di condivisione”. 

Infine, a proposito dei rapporti tra politica e giustizia dopo l’inchiesta di Potenza,  afferma: “Vedo qualcosa di molto confuso nei rapporti tra politica e giustizia. Ed è un discorso che non può impantanarsi intorno alle conversazioni intercettate o ai memoriali anonimi. I procedimenti di qualsiasi procura debbono andare avanti nel rigoroso accertamento delle responsabilità penali, dove ci sono, e nell’assoluta distinzione dalle responsabilità proprie del potere esecutivo e legislativo”

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