Napoli campione d’inverno e quel sogno chiamato scudetto

Calcio
Napoli's Gonzalo Higuain celebrates the victory at the end of the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs FC Inter at San Paolo stadium in Naples, Italy, 30 November 2015.
ANSA/CIRO FUSCO

Il Napoli di Sarri è campione d’inverno con 41 punti, un’intera città sogna

L’ultima volta che il Napoli si è laureato campione d’inverno era il 17 dicembre 1989, era la squadra di Diego Armando Maradona e di Antonio Careca. A fine stagione i partenopei conquistarono il loro secondo campionato, nonostante la furiosa rimonta del Milan degli olandesi, che quell’anno vinse la Coppa dei Campioni. Stiamo parlando di un’epoca diversa a quella attuale, non solo a livello calcistico. In quegli anni il campionato italiano era il più bello e difficile al mondo e le nostre squadre avevano in rosa tutti i più forti calciatori in circolazione.

Sono passati ventisei anni, e per i tifosi napoletani non sono stati semplici. Dopo l’epopea di Maradona la squadra è andata in crisi, arrivando addirittura in serie C dopo il fallimento finanziario. Ma da quel momento è partita la rinascita della squadra, che grazie alla presidenza di Aurelio De Laurentis è rinata fino a diventare una delle formazioni più forti del nostro campionato. Dopo le esperienze altalenanti di questi ultimi anni dove sulla panchina azzurra si sono seduti Walter Mazzarri e Rafa Benitez, per guidare la squadra quest’anno viene scelto Maurizio Sarri, allenatore con tanta gavetta nelle serie minori, e un passato da dirigente in banca. L’allenatore toscano, ma nato a Napoli, è stato scelto dopo le ottime prestazioni e il gran gioco fatto vedere l’anno scorso sulla panchina dell’Empoli.

Parte da qui la grande annata del Napoli, che con pochi acquisti mirati, Valdifiori, Chiriches, ma soprattutto Hysaj e Allan e un grande ritorno, il portierone spagnolo Pepe Reina, costruisce una grande squadra in grado di battagliare con tutti. Ad inizio stagione si pronosticava un campionato equilibrato, cosa che si sta avverando, con tante squadre in lotta per la conquista dello scudetto (5 squadre in 7 punti). Il Napoli, al di là delle vittorie e dei punti fatti (sono 41) ha dimostrato in questo girone d’andata un gioco che nessun’altra avversaria, se non in parte la Fiorentina, può vantare.

L’uomo simbolo è Gonzalo Higuain che in 19 partite ha siglato 18 gol, con una proiezione di 36 per fine campionato (sarebbe record per la serie A da condividere con Gino Rossetto, stagione 1928/29). Il cannoniere argentino quest’anno sembra rigenerato. Sia chiaro, i gol li ha sempre fatti, ma non è mai stato decisivo come in questa stagione. Definitivamente esploso è anche Lorenzo Insigne che insieme a Higuain forma la migliore coppia offensiva di questo campionato. Anche il capitano Marek Hamsik quest’anno è ritornato ai livelli abituali, dopo gli anni appannati sotto la gestione Benitez, così come Jorginho che da oggetto misterioso si è trasformato in pedina fondamentale per il gioco della squadra. Troppi recuperi per non pensare che non siano merito dell’allenatore.

La squadra di Sarri ha il miglior attacco e la seconda miglior difesa, ha vinto contro tutte le “grandi”, eccezion fatta per la Roma con la quale ha pareggiato. Dunque tutto bene? No, perché la squadra ha perso troppi punti contro le cosiddette piccole, perdendo contro Sassuolo e Bologna, e pareggiando contro Sampdoria, Empoli, Carpi e Genoa. Se i partenopei vorranno vincere il campionato dovranno fare molto più punti in provincia.

Ma veniamo alle avversarie: la Juventus, a due punti dalla vetta, è quella più temibile. Dopo un avvio difficile è tornata e quasi sicuramente lotterà fino alla fine per la conquista del campionato, anche se molto dipenderà dalla Champions League. L’Inter, anch’essa con due punti di ritardo, ha tutte le carte in regola per conquistare il titolo, ma a livello di gioco non è al livello dei partenopei, mentre la Fiorentina, distante 3 punti, nonostante abbia un gioco scintillante, non sembra avere una rosa in grado di tenere sul lungo periodo. Discorso diverso per la Roma. La squadra di Garcia, nonostante i 7 punti di ritardo, avrebbe le carte in regola per rientrare in gioco, ma oggi è decisamente in crisi e non sembra poter rientrare nella lotta scudetto.

Il giro di boa è stato superato, dalla prossima partita parte una serie di 19 partite tutte decisive, ogni passo falso per ognuna delle sfidanti potrebbe significare abbandonare il sogno scudetto. Tutta Napoli sogna ma non vuole pronunciare la parola ‘scudetto’. I presupposti ci sono tutti ma la stagione è ancora lunga.

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