Napoli, Bassolino ricorre ma il risultato non cambierà. E Renzi snida la sinistra

Pd
Antonio Bassolino, in corsa per le primarie del centrosinistra in vista delle comunali della prossima primavera, durante la visita alla onlus 'Figli in famiglia' di San Giovanni a Teduccio, quartiere 'difficile' della periferia di Napoli, che si occupa di famiglie e bambini disagiati, 23 novembre 2015. ANSA/ CESARE ABBATE

A Roma perde quota la candidatura di Bray

Il caso-Napoli sporca l’immagine delle primarie, che pure erano andate bene (circa 30mila persone ai seggi) ma non porterà ad annullare il voto di domenica che ha visto Valeria Valente prevalere su Antonio Bassolino.

Lo sconfitto alle primarie presenta ricorso: “La libertà e la dignità delle persone sono irrinunciabili per la democrazia. Ho presentato ricorso sui gravi episodi avvenuti nelle primarie”, ha twittato. Me è improbabile che l’iniziativa dell’ex sindaco possa portare a ribaltamenti del risultato che lo ha visto perdente di fronte a Valeria Valente.

Anche se occorre fare chiarezza, le immagini di Fanpage.it infatti non sembrano configurare una clamorosa violazione della consultazione. Si tratta di scene in ogni caso da stigmatizzare (e tali forse da comportare la sanzione per i responsabili con i soldi fuori dal seggio) ed è inoltre tutto da vedere se la Procura, che ha aperto un fascicolo, riscontrerà ipotesi di reato.

In un caso, peraltro, pare ci sia un equivoco: nel video di Fanpage.it si vede un uomo che esce dal seggio di Piscinola con l’elenco degli elettori in mano e va verso un’auto ferma, ma sembra che all’interno della vettura vi fosse un cittadino paraplegico, al quale un rappresentante del seggio si stava avvicinando per farlo votare.

Sulla vicenda, il vicesegretario Lorenzo Guerini è molto netto: “Se saranno accertati singoli e isolati casi di irregolarità, saranno valutati e giudicati con fermezza dagli organismi di garanzia che solo il Pd ha. Ciò che non è accettabile è che si mettano in discussione le primarie e i chiari risultati che hanno sancito”

Di certo, Bassolino è stato molto duro: “Sono disgustato”. Difficile dire cosa farà lo sconfitto delle primarie, anche se appare del tutto improbabile che possa disconoscere il risultato del voto e presentare una sua lista (modello Cofferati in Liguria, per capirci).

Mentre a Roma, con un Giachetti assolutamente rinfrancato dopo la vittoria netta contro Morassut, la polemica sollevata da Roberto Speranza ha suscitato la replica, piuttosto dura, di Matteo Orfini.

Per quanto riguarda i movimenti alla sinistra del Pd a Roma, sembra perdere quota la possibilità di una candidatura di Massimo Bray. Il motivo? In campo c’è già Stefano Fassina e (forse) Ignazio Marino in rappresentanza di un’area politica dichiaratamente ostile al Pd. Bray scenderebbe in campo come una candidato “alleabile” col Pd, e infatti supportato da un pezzo di Sel. Ma quanto spazio avrebbe, questa “terza posizione“?

Intanto il presidente del Pd ha sentito Matteo Renzi: i due hanno tratto la conclusione che si deve arrivare ad un chiarimento (definitivo?) con la sinistra e per questo hanno convocato la Direzione del partito per il 21 marzo.

Sarà una resa dei conti? Intanto bisognerà vedere toni e contenuti della tre giorni della sinistra che si terrà a Perugia da da venerdì a domenica (in streaming su Unità.tv): ma certo, quello che i renziani vogliono capire è se la minoranza sia diventata opposizione, cioè se da un atteggiamento critico ma costruttivo si sia ormai passati ad una fase di permanente guerriglia interna.

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