Mutui, l’allarme sull’esproprio della casa lanciato dal M5s è ingiustificato. Ecco perché

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È dal 1993 che si può perdere la casa con 7 rate di mutuo non pagate

Una modifica al Testo unico bancario che consentirebbe alle banche di entrare in possesso dell’immobile per venderlo in tempi rapidi. Sarebbe questa la norma al vaglio del Parlamento che in queste ore sta agitando le opposizioni e le associazioni di consumatori. Una questione amplificata da un articolo del Fatto (smontato punto per punto da Bufale.net) a cui è seguita, puntuale, una denuncia del movimento 5 Stelle.

Un tema che riaccende il dibattito sui rapporti tra banche e cittadini. I tecnici della Camera sottolineano quella che dovrebbe essere la ratio della norma: si tratterebbe di snellire le procedure in caso di inadempimento del pagatore. Ad oggi passano circa 7 anni per realizzare un incasso da una casa pignorata e, come ormai noto, questa tipologia di ritardo è anche una delle cause delle sofferenze bancarie.

È bene però mettere in evidenza che il provvedimento in questione recepisce una direttiva europea e, soprattutto, che la norma esiste già ed è prevista dall’articolo 40 del Testo unico bancario. “La banca può invocare come causa di risoluzione del contratti il ritardato pagamento – si legge nell’articolo – quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive”.

La novità (comunque rilevante) che potrebbe essere introdotta in seguito al recepimento della direttiva Ue, snellirebbe le procedure in caso di inadempimento del debitore, in quanto non si dovrebbe più passare attraverso il giudice per procedere alla vendita della casa all’asta.

“Dobbiamo evitare un allarmismo che si moltiplica da solo in termini ingiustificati” sottolinea il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli, che rassicura come il documento del governo recepisca la direttiva e non riguardi fatti passati ma eventualità, possibilità per il futuro. “E’ una cosa lasciata alla libera contrattazione tra famiglie e istituti bancari – spiega ancora – e non riguarda il passato e i crediti deteriorati”.

Sarà tuttavia lo stesso governo a sciogliere il nodo in commissione Finanze al Senato. Il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, oggi dovrebbe dare conferma delle intenzioni dell’esecutivo rassicurando sul fatto che l’articolo 2744 del codice civile, ossia quello che impedisce il passaggio di un bene dal debitore al creditore, resterà valido a tutti gli effetti impedendo, così, l’esproprio dell’immobile da parte degli istituti bancari.

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