Molise, Di Maio spaccia per sua una legge del Pd

M5S
Luigi Di Maio durante la conferenza stampa al Senato sul Reddito di cittadinanza. Roma 09 settembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

L’istituzione del reddito di cittadinanza è in vigore per iniziativa dei dem

La storia viene dal Molise. È sintetizzabile in un post del grillino Luigi Di Maio e in una foto con un titolo – «Approvata la sperimentazione del reddito di cittadinanza in Molise, grazie al M5S!» – che come sostengono i vertici del Pd locale sono soltanto «l’ennesima balla a 5 stelle».

di maio

La storia è quella che segue, come racconta il responsabile Organizzazione e comunicazione del Pd Molise Luca Iosue. Nel 2012, a seguito dell’emendamento del consigliere Michele Petraroia (all’epoca consigliere di opposizione Pd, oggi vice presidente della giunta regionale del Molise con delega al lavoro, politiche sociali e formazione), l’istituzione del reddito di cittadinanza è diventato legge. Per tale legge non sono però mai state attribuite risorse dal governo di centrodestra guidato da Michele Iorio.

Nel 2013 è stato eletto Governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura, iscritto al Pd e la situazione è cambiata. Nel corso della seduta sulla legge di stabilità del 27 aprile 2015, a seguito dell’emendamento contabile a firma del Governatore Paolo Frattura (a nome della coalizione di centrosinistra a guida Pd), è stato finanziato il “Fondo per l’inclusione sociale ed il contrasto alla povertà” per l’importo di 1 milione di euro. Tale azione, che recepisce le direttive comunitarie sull’inclusione sociale e le istanze del mondo del terzo settore, associazionismo e sindacati, si integra alle misure emanate dall’attuale Governo nazionale per il contrasto alla povertà.

Spulciando nel resoconto integrale della seduta di consiglio regionale si possono trovare le dichiarazioni in aula dal consigliere regionale Antonio Federico, candidato governatore per i 5 stelle: «Voglio fare, innanzitutto, un plauso al Presidente della Giunta, a tutta il resto della Maggioranza e alla Giunta che ha predisposto questo tipo di emendamento; un tipo di provvedimento che anche noi, in un altro emendamento, sempre in questa legge, sempre in questo contesto, abbiamo proposto; così come l’abbiamo proposto anche l’anno scorso. Non possiamo che essere soddisfatti del fatto che si sia condivisa una strada. E credo che possiamo parlare con il massimo della serenità quando parliamo di umiltà dell’approccio, per come l’abbiamo vissuto e come l’abbiamo visto. Come il Presidente della Giunta ha individuato delle risposte, anche noi come Movimento 5 Stelle abbiamo individuato delle risorse, di cui discuteremo durante la legge di Stabilità. Poi quello che succede qua fuori io francamente non lo conosco, e non credo che possa influenzare poi dopo l’andamento della discussione, soprattutto in merito a un provvedimento che non può che far ritenere tutto il Consiglio regionale soddisfatto di un risultato ottenuto molto importante per tutto il Consiglio regionale. Grazie».

Tutto chiaro? Per Di Maio non tanto. L’assessore regionale Vittorino Facciolla ha riportato così la vicenda su Facebook: «Ho ripensato a quell’antico adagio che vuole il passante domandare al moscerino posato sulle corna di un bue: “moscerino, cosa stai facendo?’, ed il moscerino, di pronta risposta: ‘non lo vedi, stiamo arando!’».

Vedi anche

Altri articoli