Minorenni egiziani pestati: il video dell’aggressione con mazze e pistola

Cronaca

I tre aggrediti sono ospiti del centro di prima accoglienza per minorenni non accompagnati di San Cono

Tre ragazzi inermi che chiedono aiuto, alzano le mani per “arrendersi”, mentre un giovane con la mano sinistra tiene una pistola e con la destra una mazza da baseball colorata. Indossa pantaloncini di jeans e una polo blu.

Senza esitazione passa al pestaggio, mentre si sentono urla di dolore e in sottofondo la sirena di un’antifurto che suona violenta, come i colpi affondati. Sono le scene dell’aggressione ai tre minorenni egiziani da parte di tre italiani riprese col cellulare da una delle vittime. Nel filmato, acquisto agli atti dell’inchiesta della Procura di Caltagirone, si vede anche un secondo aggressore, con jeans corti e maglietta rossa, con un mazza in mano correre verso uno dei tre ragazzi.

Secondo i carabinieri, che indagano, l’obiettivo dell’aggressione era uno degli egiziani, ospiti di un centro di accoglienza per migranti minorenni non accompagnati di San Cono: un sedicenne, colpito alla testa con colpi di mazza e col calcio di una pistola, che è in gravissime condizioni: ha riportato un ematoma cerebrale che gli è stato svuotato con un delicato intervento chirurgico.

“Al momento non emerge un movente, potrebbe esserci, ma allo stato delle indagini non c’e’. Certamente c’è stato un agguato premeditato e un’aggressione di inaudita violenza”. Così il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, torna a fare il punto sull’inchiesta aperta sul violento pestaggio a tre egiziani minorenni. “Ci sono stati dei maggiorenni – aggiunge – che per motivi ancora oscuri hanno colpito selvaggiamente tre minorenni profughi ospiti della nostra regione. E questo non ci fa onore”. Il magistrato sottolinea anche “la grande professionalità dimostrata dai carabinieri nel risolvere il caso con celerità e abnegazione”.

I tre aggrediti sono ospiti del centro di prima accoglienza per minorenni non accompagnati, gestito dalla cooperativa San Francesco, che ospita complessivamente 25 extracomunitari.  I tre giovani finiti in manette sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni.

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