Minenna, Tredicine, Lombardi: per Virginia Raggi avvio tra le spine

M5S
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Marcia indietro dell’assessore Meloni: “Sui camion bar sono stato frainteso”. Ma ormai il segnale è lanciato e il rischio è che torni l’invasione attorno ai monumenti simbolo della città

“Vedere Luigi Di Maio che difende il doppio incarico e il doppio stipendio dell’assessore Minenna è la dimostrazione che il potere li sta cambiando: è bastato vincere in alcuni grandi comuni per rinnegare le battaglie che hanno sostenuto quando erano all’opposizione”.

Il Pd apre un nuovo fronte con i 5 Stelle e con la giunta al governo di Roma. Lo fa con con il deputato Michele Anzaldi che non risparmia dure critiche al neo-assessore: “È stupefacente che Minenna abbia dovuto attendere – spiega Anzaldi – lo scontato parere della Consob per rinunciare al doppio incarico in Comune e nell’Autorità di Vigilanza. Peraltro in maniera opaca, senza alcuna trasparenza, dopo quasi due settimane dalla nomina, senza ancora avere avuto una parola ufficiale sulle sue dimissioni dall’impiego di dirigente pubblico. I rilievi mossi in parlamento e all’Anac erano pienamente fondati, ora arriva anche la conferma della Consob. Il tentativo di cumulare due stipendi, a danno delle casse pubbliche che si sarebbero trovate con un dirigente strapagato ma a mezzo servizio, non fa certamente onore all’inizio di questa nuova amministrazione romana, guidata da Virginia Raggi”.

Seconda questione, il caso Tredicine. La famiglia è al lavoro, prima ancora che la Giunta della sindaca Virginia Raggi – impegnata a risolvere le beghe con il Direttorio pentastellato – riesca a riunirsi per la prima volta (la data sembrafissata per martedì). Alfiero Tredicine, presidente di Apre Confesercenti, nonché capitano della squadra degli esercenti di camion bar che nella Capitale avevano invaso Colosseo, piazza di Spagna e Fontana di Trevi, sta preparando il pacchetto di proposte da sottoporre al neo assessore al Commercio Adriano Meloni per tornare a occupare le postazioni centrali dopo il trasferimento deciso con la giunta Marino.

Per inciso: i Tredicine hanno creato il loro impero sui chioschi e camion bar (oltre ai bar e i locali in qualche modo riferibili a loro). “Non bisogna dire semplicemente ‘debelliamo i camion bar’ se svolgono un ruolo è anche importante che la gente possa dissetarsi”, ha detto nei giorni scorsi l’assessore. Poi, qualcuno deve avergli spiegato che la vicenda è un po’ più complessa e, così, come vuole la sempre valida regola dei politici vecchi e nuovi, la colpa è della stampa. “Sono stato frainteso – ha spiegato -. Ho sempre dichiarato che farò della lotta all’abusivismo il cardine del mio programma”.

Ma ormai il segnale è lanciato e il rischio è che torni l’invasione attorno ai monumenti simbolo della città dopo una lunga battaglia. L’ex assessora Marta Leonori istituì il tavolo tecnico del decoro e riuscì a dislocare il 10 luglio di un anno fa 76 postazioni, di cui 22 erano camion bar, “la più grande operazione mai fatta in tal senso, malgrado le proteste e le occupazioni negli uffici”, ricorda. “La giunta Marino ci ha ridotto alla fame, quelle postazioni oggi non valgono niente”, lamenta invece Tredicine. I comitati dei cittadini sono sul piede di guerra: “L’incontrollata quantità di somministrazione nel centro storico – dice Viviana Di Capua, Associazione Centro storico – ha avuto il tempo in trasformarsi in un incubo: davvero l’offerta a dissetarsi non manca”.

La consigliera Pd, Valeria Baglio, sta lavorando ad una interrogazione perché, spiega, “chiedo chiarezza sulla posizione della sindaca e dell’assessore circa i camion bar. Vogliono che tornino in centro? Non vorrei fosse l’inizio di una apertura a interessi di alcune categorie e non dei cittadini”.

Dura l’ex assessora Leonori: “Attenzione a fare dei passi indietro su un percorso che con grande costanza siamo riusciti ad avviare con l’appoggio della città per liberare i monumenti. Bisogna procedere senza esitazione ». Terza questione, quella tutta interna ai5Stelle.

La neo-sindaca vedrà domani i componenti rimasti dello staff dopo l’addio di Lombardi: la senatrice Paola Taverna, l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo e il consigliere regionale del Lazio Gianluca Perilli. Con la rinuncia della deputata romana il ruolo di Raggi sembra ad alcuni osservatori rafforzato. Ma i rischi di guerriglia interna al Movimento, sono tutt’altro che scongiurati. A cominciare dalla difficile convivenza con il neo presidente dell’assemblea capitolina De Vito che della Lombardi è considerato un “fedelissimo”.

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