“Mine vaganti” per adulti o mine vaganti alla Rai?

Televisione
122343548-c70f62e4-0732-4060-b09c-fcdcd42af15d

Rai4 manda in onda il bel film di Ozpetek col bollino rosso

Un film da bollino rosso, quello che sta a significare “si consiglia la visione ai soli adulti”. Ma come, bollino rosso per “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek? Perché si parla di omosessualità?

Incredibile ma vero: nell’anno della approvazione della legge sulle unioni civili, in un’Italia che (faticosamente) fa di tutto per superare schemi e pregiudizi antichi, ecco che Rai 4  in una sera d’estate (ieri) manda in onda il bel film italiano con Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi nelle parti di due ragazzi gay, rampolli di una famiglia di ricchi borghesi di Lecce (indimenticabile il padre reazionario di Ennio Fantastichini) che hanno il terrore di rivelare le loro scelte sessuali.

Un ottimo film, caso non frequentissimo nella recente cinematografia italiana – ]tredici candidature ai David di Donatello e 5 Nastri d’argento – ben girato, ben recitato, ben sceneggiato, ben fotografato. Ma “la visione è consigliata a un pubblico adulto”: tac, bollino rosso, come quello per il traffico nei weekend di luglio.

Su Twitter è scoppiata la polemica con l’hashtag  #RaiOmofoba. Ozpetek non ha gradito “Sono sempre stato rosso e rosso rimarrò.  Ho sempre amato il rosso. Ma questa volta proprio no”.

In realtà il film è delicato e ovviamente non contiene alcuna scena di sesso ed è una matura riflessione sull’arretratezza di una certa mentalità che alligna tuttora in molte realtà del Paese.

Perché averne timore? Perché la Rai deve farsi sempre riconoscere? Perché qualche “mina vagante” di viale Mazzini pensa sempre di essere negli anni Cinquanta?

Vedi anche

Altri articoli