Minacce e volgarità sul web: Boldrini pubblica i nomi di chi l’ha insultata

Donne
epa05078721 Laura Boldrini, the President of the Italian Chamber of Deputies, attends a joint news conference with the President of the Austrian National Council, Doris Bures (unseen), in Vienna, Austria, 22 December 2015. Bures signed a declaration for more European integration which was already signed by Boldrini, the President of the National Assembly of France Claude Bartolone, the President of the German Bundestag Norbert Lammert and Luxembourg's parliament president Mars Di Bartolomeo.  EPA/CHRISTIAN BRUNA

Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne la presidente della Camera in un post pubblica i nomi di chi l’ha offesa sul web

“Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale. Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell’ultimo mese”.

La presidente della Camera, Laura Boldrini decide di pubblicare, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in un post i nomi di chi l’ha offesa sul web.

“Ho deciso di farlo anche a nome di quante vivono la stessa realtà ma non si sentono di renderla pubblica e la subiscono in silenzio. Ho deciso di farlo perché troppe donne rinunciano ai social pur di non sottostare a tanta violenza. Ho deciso di farlo perché chi si esprime in modo così squallido e sconcio deve essere noto e deve assumersene la responsabilità. Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?”.

Già in passato la presidente della Camera ha reso noti gli insulti che le vengono rivolti; ancora più grave gli episodi con protagonisti esponenti politici, come quando il leader della Lega Matteo Salvini l’ha paragonata a una bambola gonfiabile o Beppe Grillo ha invitato i lettori del suo blog a dire cosa avrebbero fatto in auto con la presidente della Camera, scatenando una valanga di insulti sessisti.

“Se pubblico gli insulti è per dire ai gestori dei social che è anche loro responsabilità agire contro l’incitamento all’odio. Vi pare libertà di espressione? – ha spiegato Boldrini – Sono contraria alla censura, ma questa violenza non ha nulla a che fare con la libertà”.

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