Militante di CasaPound difende il Duce a colpi di Coca Cola

Destra

L’attacco è avvenuto a Romics. A farne le spese la casa editrice Shockdom, che ha pubblicato un fumetto satirico su Mussolini

Con un triste atto vandalico si è conclusa ieri la fiera del fumetto romana Romics. I dipendenti che lavoravano allo stand della casa editrice Shockdom si sono visti arrivare un militante di CasaPound, Davide Di Stefano che, “armato” di una poco italica Coca Cola, ha finto di inciampare, bagnando completamente il tavolo dove erano stati esposti i fumetti e creando un danno di circa 500-1000 euro.

Il motivo dello stupido gesto è stato subito chiaro a tutti, visitatori e dipendenti della Shockdom, che hanno invitato l’autore del gesto ad allontanarsi. Si è trattato di un attacco alla casa editrice, “colpevole” di aver pubblicato un fumetto satirico su Benito Mussolini dal titolo Qvando c’era LVI scritto da Daniele Fabbri e disegnato da Stefano Antonucci.

Il militante neofascista, ex responsabile nazionale del Blocco Studentesco, ha deciso inoltre di videofilmare “l’eroica impresa” con un cellulare. Un video che dimostra come nel nostro Paese l’immagine del Duce sia ancora vista da qualcuno come un tabù su cui non si può nemmeno fare satira. Come conferma anche la casa editrice, che ha sporto denuncia contro ignoti.

La pubblicazione di Qvando c’era LVI, che immagina il ritorno di Mussolini e lo rappresenta come uno Youtuber e politico a caccia di like sui social, “ha scatenato forti reazioni – spiegano dalla casa editrice – specie sul piano dialettico e mediatico, come è giusto che sia. Siamo in un paese democratico, in cui vige la libertà di parola ed espressione. Probabilmente l’argomento di cui tratta l’opera, il fascismo e il Duce, è ancora un nervo scoperto per una parte degli italiani e l’emotività può portare a comportamenti non leciti. Shockdom è aperta a qualunque opera di qualità, indipendentemente dal colore politico, dal credo religioso, dall’appartenenza etnica e siamo da sempre disponibili al confronto purché rientri nella discussione aperta e costruttiva e ovviamente nell’ordine della legalità. La pubblicazione dei quattro numeri di Qvando c’era LVI andrà avanti con la programmazione già definita e non subirà rallentamenti o modifiche”.

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