Milano verso le primarie. L’offensiva di Balzani su Sala e Majorino

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La vicesindaca ha alzato i toni dello scontro in vista del voto del 6 e 7 febbraio. Attacca mister Expo sui suoi nervi scoperti e offre il ticket al collega di giunta. E i sondaggi, anche grazie all’appoggio di Pisapia, sembrano premiare la strategia

Francesca Balzani ci crede. All’inizio della corsa per le primarie milanesi era sicuramente la meno conosciuta tra i tre candidati principali (l’outsider Antonio Iannetta è arrivato dopo ed è rimasto un outsider) ma ha via via aumentato il proprio impatto politico e mediatico, tanto da arrivare a credere in una clamorosa vittoria.

Ormai mancano solo tre giorni all’apertura dei seggi che, tra sabato e domenica, porteranno migliaia di milanesi a decidere chi sarà il nome del centrosinistra che correrà per la carica di sindaco. I toni della disputa, iniziata per la verità un po’ in sordina con il primo confronto a colpi di fair play al teatro Dal Verme, sono andati alzandosi con il passare dei giorni ed ora stanno raggiungendo il livello di guardia.

Il dato più evidente da osservare è la rinnovata aggressività della Balzani. Forte dell’endorsement ufficiale di Giuliano Pisapia, l’attuale vicesindaco sta portando avanti con determinazione la sua campagna, impostandola sua due direttrici opposte e parallele. Con due obiettivi precisi, che sono i suoi principali concorrenti: Giuseppe Sala da una parte e Pierfrancesco Majorino dall’altra.

Nei confronti di mister Expo, fin dall’inizio il favorito per la vittoria finale, la Balzani ha assestato il tiro, con l’obiettivo dichiarato di indebolirne la tenuta politica agli occhi del popolo della sinistra milanese. La strategia è quella di andare a battere su quelli che sono considerati i due nervi scoperti della candidatura di Sala: il bilancio dell’Esposizione universale e il suo profilo politico moderato.

“Quello che si chiede da più parti è che Giuseppe Sala presenti il bilancio di Expo, da lui sottoscritto, e che lo renda pubblico”. Lo stesso Sala, da canto suo, si mostra tranquillo: “I bilanci le aziende li fanno ad aprile, noi abbiamo presentato un preconsuntivo certificato con parecchie informazioni, ma il vero numero che conta è il patrimonio netto ed è positivo”. E anzi, alza il tiro: “Nel confronto con Balzani ho chiesto perché nessuno parli del fatto che il bilancio preventivo 2016 del Comune non è ancora andato in consiglio”. Parole che hanno provocato la reazione ancora più stizzita della vicesindaca: “Sala è allergico ai bilanci ed evidentemente non ricorda la procedura di Bilancio del Comune di Milano, nonostante sia stato Direttore generale con l’amministrazione di centrodestra. Il Bilancio del Comune di Milano, regolarmente da me sottoscritto, è stato approvato dalla Giunta il 15 dicembre, reso pubblico, notificato ai consiglieri e oggetto già da qualche settimana di una discussione nelle commissioni consiliari”.

E poi c’è la questione più politica. Parlando delle possibilità di vittoria elettorale del futuro candidato del centrosinistra, rivolge, implicitamente, ancora, una critica a Sala. “Chi dice che un candidato che strizza l’occhio alla destra ha più possibilità di vincere la sfida elettorale non conosce Milano e i milanesi. Qui il centrosinistra vince con un candidato forte, che scalda il cuore. Con candidati moderati perdiamo sempre”.

Se su Sala, dunque, la Balzani ha deciso di “picchiare”, una strategia opposta (ma con lo stesso obiettivo, quello di erodere consensi) è stata messa in atto nei confronti di Pierfrancesco Majorino, il grande rivale a sinistra, cui continua a tendere la mano. “Quando si fa politica si antepone a tutto un progetto e sarebbe bella l’idea di una sinistra che si impegni in un progetto unitario. Spero ci sia il tempo per un’intesa con Pierfrancesco (a cui è stata offerta la carica di vicesindaco, ndr), se fossimo insieme strabatteremmo Sala. Sarebbe una rivoluzione e un segnale forte anche a livello nazionale per il centrosinistra“.

Anche in questo caso la mossa è chiara. Al di là delle reali possibilità (poche) di convincere Majorino a sposare l’idea del ticket, c’è la volontà di mostrarsi al bacino elettorale che i due condividono come colei che, con responsabilità, spinge per un accordo che “salverebbe” la sinistra milanese. In più – ma è una nostra interpretazione – “assegnando” a Majorino il ruolo di vice, la Balzani fa capire che il voto utile anti-Sala è quello dato a lei.

Una doppia strategia che, insieme all’appoggio di Pisapia, sembra premiarla nei sondaggi.  L’ultima rilevazione, realizzata da Lorien Consulting e commissionata da Milano Arte Moda, fornisce questi dati: Giuseppe Sala al 40 per cento, Francesca Balzani al 22 per cento, Pierfrancesco Majorino al 18,7 per cento e Antonio Iannetta allo 0,2 per cento. Ma quando agli intervistati (619 persone su un campione complessivo di 3.800 cittadini) viene ricordato che il sindaco Pisapia ha apertamente scelto Francesca Balzani, lo scenario muta in maniera considerevole: Sala scende al 35 per cento, Balzani balza al 30,4 per cento, Majorino si attesta al 17,2 per cento mentre Iannetta resta stabile.

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