Milano città ferma. L’immagine inconsueta di una città frenetica

Smog
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In una Milano completamente trasformata e deserta si vedono soltanto taxi e biciclette

La città vuota ha un suono sordo, diverso: è il rumore assordante del silenzio. Con il blocco totale del traffico, Milano per tre giorni assume sembianze inconsuete e a tratti addirittura rilassate. E anche se non tutti sono d’accordo, i milanesi rispettano la misura anti-smog. Terminato alle 16 il blocco, mentre il traffico riprende a scorrere nelle vie cittadine si tracciano i primissimi bilanci, come quello delle multe comminate dalle 200 pattuglie di Vigili in servizio che si attesta intorno alle 300 nelle 6 ore di stop, equamente distribuite: alle 13 erano state circa 150.

E così, in una Milano completamente trasformata e praticamente deserta stamane si sono visti diversi taxi, ma soprattutto persone utilizzare mezzi pubblici invogliate anche dal costo del biglietto giornaliero, ridotto oggi a poco più di un euro. E ancora, tante persone giravano in bicicletta e addirittura sui pattini.

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Primo giorno di blocco del traffico in zona Porta Venezia. MILANO, 28 DICEMBRE 2015. ANSA/DANIELE MASCOLO

Il tempo non migliora e gli esperti del meteo continuano a spiegare che senza piogge e senza vento lo smog non riuscirà a “diluirsi” aggravando l’emergenza. Ecco perché le città corrono ai ripari, ognuno a suo modo. Il blocco totale deciso da Pisapia arriva al termine di un mese in cui i limiti consentiti delle polveri sottili (il cosiddetto PM10) sono stati sforati nella capitale della moda per ben 34 volte.

Tuttavia nella grande cerchia intorno al capoluogo lombardo, soltanto tredici comuni dell’hinterland milanese hanno aderito al blocco totale. Bisognerà dunque attendere tre giorni per capire se il blocco sarà servito a far rientrare i limiti di polveri sottili in tutto il territorio lombardo. Nel frattempo, il comune di Milano sta anche pensando a un provvedimento che vieti i botti di Capodanno, visto che questo fenomeno, da solo, rappresenta circa il 6 per cento di tutte le emissioni nocive annuali a Milano.

È chiaro dunque che di fronte a un’emergenza servono sì risposte urgenti (anche se provvisorie); ma insieme queste c’è bisogno di misure strutturali, come sottolinea il candidato alle primarie del centrosinistra per il Comune di Milano, Giuseppe Sala. “Il blocco è un provvedimento utile – sottolinea intervistato da Skytg24 – ma non possiamo fermarci a questo, perché il problema è talmente grande che bisogna avere il coraggio di guardare al lungo termine”. “Se devo pensare a un progetto nell’ambito della città metropolitana – aggiunge Sala- penso a portare la metropolitana a Monza. Credo sia molto importante: Monza è la terza città lombarda, c’è un grande flusso che arriva”.

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