Migranti, Tusk: “Pronti a dimostrare solidarietà all’Italia”

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epa05214516 European Commission President Jean-Claude Juncker (L) and EU Council President Donald Tusk (C) chat as Dutch Prime Minister and current EU President Mark Rutte (C) arrives for the start of a tripartite social summit, one day ahead to the March European Summit, in Brussels, Belgium, 16 March 2016. The main theme of the Social Summit is: 'A strong partnership for job creation and inclusive growth'.  EPA/OLIVIER HOSLET

La questione ora si sposta sulle rotte mediterranee. Il presidente del Consiglio Ue e Junker difendono l’accordo con la Turchia, ma chiedono il rispetto dei diritti umani

A quasi un mese dall’accordo tra Turchia e Ue sui migranti e mentre sulla questione del Brennero continua lo scontro tra Europa ed Austria, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk alla sessione plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo interviene sul tema migranti e sulla questione delle altre rotte aprendo al sostegno nei confronti dei Paesi mediterranei. “Dopo la soluzione sul fronte della rotta balcanica sappiamo che si potrebbe riaprire quello del Mediterraneo centrale: siamo pronti a dimostrare solidarietà all’Italia e a Malta“, ha detto Tusk.

Il presidente del Consiglio Ue alla Plenaria ha difeso l’accordo con la Turchia senza il quale, ha dichiarato, “sarebbe crollato Schengen, ci sarebbe stato il caos politico e avremmo avuto l’avanzare dei populismi. L’intesa – ha spiegato ancora Tusk – prevede l’esame delle posizioni dei singoli ed esclude le espulsioni di massa“. Un accordo molto criticato, soprattutto dalle associazioni che si occupano di diritti umani e migranti: “Sono consapevole – ha aggiunto – dei tanti dubbi etici e legali ma questi dubbi svaniranno se verrà applicato tutto l’accordo nei suoi dettagli. Tutto dipenderà da come verrà messo in pratica”.

Resta comunque la questione dei diritti umani in Turchia, una questione spinosa che Tusk non può ignorare: “Vogliamo dire a Erdogan – ha detto il presidente del Consiglio Ue – di rispettare libertà stampa, di parola e la libertà artistica, oltre al rispetto delle minoranze. Altrimenti la Turchia non avrà capito cosa vuol dire Europa. Ci aspettiamo da Erdogan il rispetto di questi valori”, ha aggiunto Tusk.

Anche il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker è intervenuto difendendo l’accordo: “In tanti si chiedono se la Turchia sia un partner affidabile: so bene che ci sono punti che mettono in evidenza divergenze tra Ue e Ankara, penso alla libertà di stampa, un tema su cui siamo fermi. Ma credo che la cooperazione e l’intesa aprano opportunità al dialogo“.

“Il principio della solidarietà – ha poi aggiunto Juncker – è il faro della riforma del sistema di asilo europeo: nessun Paese deve essere lasciato solo e la carta geografica non può essere il criterio determinante delle scelte. Bisogna chiarire quale stato membro deve essere responsabile della procedura di richiesta asilo. Quindi è necessario garantire che ogni uomo, donna, bambino riceva lo stesso trattamento dignitoso ovunque si trovi. Infine ogni richiedente asilo deve rimanere nel Paese in cui è stato accolto in modo che il sistema funzioni”.

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