Migranti, Renzi al vertice europeo:
“O siamo tutti solidali o stop ai fondi”

Europa
3BT_1486_0

A scatenare le tensioni l’Austria, con il suo annuncio di voler introdurre controlli alle frontiere e quote agli ingressi

“Passi avanti timidi sull’immigrazione, qualche passo indietro sull’accordo inglese”. Con queste parole alle due e mezza del mattino, il premier Matteo Renzi riassume la prima giornata di vertice europeo. La discussione nella cena dei leader dei 28 paesi dedicata alla crisi dei profughi è durata sei ore ed è stata piuttosto accesa.

A scatenare tensioni l’Austria, con il suo annuncio di voler introdurre controlli alle frontiere e quote agli ingressi. Vienna resta isolata in Ue sulle misure varate per ridurre il flusso dei migranti. Un posizione definita come unilaterale e non concordata a livello Ue che viola la legge europea e e internazionale, in particolare il trattato di Ginevra, considerato un baluardo da difendere. Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha bocciato senza appello le decisioni dell’Austria: “Non mi piacciono”.

Ma il cancelliere Werner Faymann difende a spada tratta le decisioni prese: “L’Austria – sottolinea – ha fatto molto più di tanti altri Paesi” perciò non ammette le critiche e conferma le proprie scelte. “Se ogni Paese facesse come l’Austria”, aggiunge riferendosi all’accoglienza che il Paese aveva in un primo tempo garantito, “non ci sarebbero problemi”. E poi annuncia una intesa con Berlino: l’Austria continuerà a lasciar fluire i migranti verso la Germania, ma sulla base di quote comunicate da Berlino a Vienna.

E parte da oggi stesso l’applicazione della quota giornaliera di richieste di asilo decisa dalle autorità austriache per limitare il numero di migranti in arrivo. Vienna non accetterà più di 80 richieste di status di rifugiato al giorno mentre sarà permesso il transito attraverso il territorio austriaco fino ad un massimo di 3.200 migranti che potranno cercare asilo in uno degli Stati confinanti.

Il premier Matteo Renzi mette in guardia sulle conseguenze di scelte del genere: “Non possiamo pensare di chiudere il Brennero che è uno dei passaggi simbolici dell’Europa” e pur riconoscendo che Vienna si trova in “una posizione che è comprensibilmente molto difficile” perché “l’Austria oggi ha più richiedenti asilo dell’Italia in termini assoluti, ed è un Paese decisamente più piccolo e meno popoloso” usa parole molto chiare.

“Cari amici – interviene Renzi nel corso della cena – basta con le prese in giro. Da un anno vi diciamo che questo problema riguarda tutti. Mettiamola così: la solidarietà non può essere solo nel prendere”. E lancia la minaccia: “Inizia adesso la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere. Oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. E poi vediamo”. Una sferzata sulla quale avrebbe raccolto il consenso di Francia e Germania.

La cena di lavoro si è conclusa dopo oltre sei ore di discussione con l‘adozione delle conclusioni sull’immigrazione e l’annuncio di un vertice con la Turchia a marzo. “Oggi c’è stata unanimità nel riconoscere che abbiamo bisogno di una risposta europea alla crisi dei profughi e non azioni unilaterali”: ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

Sulla questione del negoziato con il Regno Unito, il cosiddetto nodo Brexit, invece, la riunione riprende oggi dopo una prima sessione ieri pomeriggio e il lavoro notturno sul testo di un possibile accordo degli esperti giuridici.

 

Vedi anche

Altri articoli