Migranti nel limbo della stazione di Budapest

Immigrazione
Arrival of refugees at Munich's central train station

Nuovi arrivi di migranti in Ungheria dopo il caos alla stazione di Budapest per la folla di profughi che tentavano di partire per la Germania. Il governo ungherese accusa: “Colpa della Merkel” e rafforza i controlli della frontiera con la Serbia con 2.106 agenti.

Gridano “Freedom” “Germany” e cercano di salire sui vagoni per la Baviera. In Ungheria non si ferma l’emergenza migranti. Diverse centinaia di migranti protestano davanti alla stazione ferroviaria Keleti di Budapest, chiedendo che venga permesso loro di accedere ai treni diretti in Germania, ma a loro viene ancora impedito l’ingresso alla stazione.

Fuori dalla fermata della metro della stazione si è formato un vero e proprio accampamento. Ad aspettare davanti alla stazione, sotto un caldo soffocante, ci sono oltre 2mila migranti, e tra loro famiglie con bambini.  “Noi resteremo qui, fino a quando non ci faranno partire per la Germania. Continueremo a protestare ogni giorno, vogliamo i nostri diritti”, ha dichiarato Mohammad, un siriano fra i circa 100-150 manifestanti.

I treni internazionali partono, ma i migranti non possono accedere allo scalo ferroviario per partire.  Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato in Parlamento l’invio di 3000-3500 militari sul confine sud del Paese, in sostegno alla polizia. “I militari non avranno però ordine di aprire il fuoco per mandare via la gente”, ha aggiunto. La polizia ungherese ha sgomberato la piazza davanti alla stazione Keleti, nel centro di Budapest. Contro i migranti che si erano accalcati nella speranza di poter partire gli agenti hanno usato anche lacrimogeni.  Il vicepremier ungherese Janos Lazar, intervenendo in Parlamento, oggi, ha incolpato la cancelliera tedesca Angela Merkel del caos e dei disordini avvenuti alla stazione Keleti di Budapest.

La polizia ha blindato con delle balaustre i tre ingressi, poi ha fatto sgomberare anche la piazza usando lacrimogeni. Invano tanti di loro hanno protestato impugnando biglietti già comprati. Disagi e ritardi, ovviamente, anche per tutti gli altri passeggeri: chi voleva viaggiare, doveva superare una serie di punti di controllo, mostrando passaporto, visto, biglietto. E anche nelle vicinanze della stazione la polizia controllava praticamente chiunque.

I profughi siriani chiedono di partire per la Germania senza registrazione, facendo riferimento alle dichiarazioni della Merkel. Dopo un’ora di chiusura la stazione Ostbahnhpf di Budapest è stata riaperta dalle forze dell’ordine ungheresi. I migranti però non sono stati lasciati entrare. La decisione di chiudere lo scalo ferroviario era stata presa a causa di tumulti provocati da migliaia di persone che vogliono raggiungere Paesi dell’Europa occidentale come Germania e Austria.

Non vedo corresponsabilità” nella situazione che si sta verificando in Ungheria, dove migliaia di migranti chiedono di andare in Germania. È quello che ha risposto Angela Merkel, a Berlino, in conferenza stampa con Mariano Rajoy. La cancelliera ha sottolineato che le regole di Dublino in Europa valgono ancora, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese.

Dopo lo stop dei controlli della polizia in Ungheria, sono arrivati a Monaco di Baviera fra i 2000 e i 2200 migranti da Budapest in treno nelle ultime 24-30 ore. Lo ha reso noto il portavoce del presidio della polizia federale di Potsdam. Commenta l’emergenza immigrazione il premier Matteo Renzi: “E’ un tema delicato, provo rispetto e commozione per i tragici fatti di cronaca italiani ma al punto in cui siamo è evidente che siamo davanti ad un fenomeno europeo, non più italiano. Sulla risposta alla migrazione ci giochiamo non solo la faccia ma l’idea di Ue”.

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