Migranti, Erdogan: “L’Ue ha più bisogno della Turchia che la Turchia dell’Ue”

Immigrazione
epa05042582 A handout picture provided by Turkish President Press office shows Turkish President Recep Tayyip Erdogan speaking during a meeting with village headmen, known as mukhtars, in Ankara, Turkey, 26 November 2015. Reports state Erdogan said Turkey has no reason to target Russia with which his country have strong relations. He also denied allegations that Turkey was buying oil from the Islamic State (IS) militants in Syria. A Russian warplane was shot down by Turkish fighter jets on 24 November as it returned from a mission in support of Syrian government forces, an incident which sparked a war of words between the two countries.  EPA/TURKISH PRESIDENT PRESS OFFICE / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Berlino boccia la proposta italiana sugli eurobond. Il premier italiano: “Se la Germania ha soluzioni diverse ce le dica”

Di fronte all’ennesima tragedia in mare che ha provocato oltre 400 vittime tra dei migranti che cercavano di raggiungere le coste italiane, l’Europa continua a restare senza soluzioni. Dimostrato che da quando c’è Triton il numero di persone morte in mare è aumentato rispetto a Mare Nostrum, ieri è arrivata la risposta del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker che si è detto favorevole al migration compact proposto dall’Italia per gestire i flussi: “Lavoreremo a stretto contatto con Matteo Renzi per continuare a spingere per avere più Europa”, ha detto la portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas.

La proposta italiana è quella di realizzare intese con i paesi di origine e di transito da finanziare con strumenti come i bond Ue-Africa per garantire investimenti in opere infrastrutturali, facilitare l’accesso ai mercati finanziari dei paesi coinvolti in sinergia prima di tutto con la Bei, garantire un controllo comune dei confini e collaborazione sul fronte della lotta al crimine e soprattutto realizzare un sistema di compensazione riservato ai Paesi che si impegnano ad assicurare sistemi di asilo nazionali. In cambio l’Ue una riduzione dei flussi, un maggiore controllo dei confini da parte di questi paesi, un maggiore collaborazione nei rimpatri e strutture di accoglienza a livello locale.

Anche la responsabile della politica estera Ue Federica Mogherini ha riferito che nel Consiglio dei ministri degli esteri europei in Lussemburgo le proposte italiane sono state “ben accolte” e costituiscono “un positivo contributo politico per mantenere il focus sul lavoro e aumentare l’impegno combinato di istituzioni e Stati membri”.

Un passo avanti a cui ha fatto seguito immediatamente un “no” netto da parte della Germania: “Il governo tedesco non vede un finanziamento comune dei debiti per le spese degli Stati membri per la migrazione”, ha detto il portavoce del governo Steffen Seibert.

Ed è subito scontro tra Merkel e Renzi. “L’Europa deve farsi carico di questo problema”, ha detto il premier Renzi parlando ai microfoni del Tg1 e “se la Merkel ha soluzioni diverse ce le dica, noi non siamo affezionati a una soluzione o all’altra ma è chiaro che questo problema deve essere affrontato dall’Europa”.

E quello con la Germania non è l’unico fronte caldo. Resta la questione dell’Austria e del valico del Brennero, su cui ieri da Bruxelles la Commissione Ue si è espressa dichiarando di voler valutare se i piani dell’Austria di imporre restrizioni lungo i suoi confini con l’Italia violino le normative Ue sulla libertà di movimento. Se l’accusa venisse provata, la Commissione Ue potrebbe avviare una procedura di infrazione, portando a sanzioni finanziarie per Vienna. “Sappiamo tutti che alzare un muro in quel posto, al Brennero, avrebbe effetti economici e simbolici per l’Europa molto gravi”, ha detto a Lussemburgo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha comunque espresso la speranza di riuscire a collaborare con l’Austria. Ma da Vienna arriva l’ennesima dichiarazione che gela ogni possibile confronto dal ministro degli Esteri Sebastian Kurz: l’Italia, ha detto, “non deve continuare a lasciar passare i rifugiati”.

E infine c’è la questione ancora aperta tra Ue e Turchia con Ankara che minaccia di far saltare gli accordi sui migranti se l’Europa non rispetta i patti sui visti come ricordato sia dal premier Ahmet Davutoglu e poi dal ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu: “L’accordo che abbiamo raggiunto con l’Ue è molto chiaro. Vogliamo che questa tragedia umanitaria finisca, che i nostri cittadini viaggino senza visto e che l’unione doganale venga aggiornata – ha detto in Parlamento Cavusoglu – Se l’Ue non mantiene la parola, cancelleremo tutti gli accordi compreso quello sui migranti”.

“L’Ue ha più bisogno della Turchia di quanto la Turchia abbia bisogno dell’Ue” ha detto oggi il presidente turco Recepp Tayyip Erdogan. Secca è stata la replica del presidente della Commissione Juncker a Davutoglu: la Turchia deve prima di tutto “soddisfare tutti i requisiti”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel e i massimi responsabili dell’Unione europea visiteranno una zona della Turchia al confine siriano nei prossimi giorni, dopo l’intesa per fermare il flusso di migranti verso l’Europa. In base all’accordo stretto a marzo con Ankara, la Turchia riprende tutti gli immigrati illegali che arrivano sulle isole greche in cambio di consistenti aiuti finanziari e concessioni politiche. “A seguito dell’accordo politico Ue-Turchia del 18 marzo, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si recherà a Gaziantep in Turchia sabato 23 aprile” ha reso noto l’ufficio di Tusk. Con lui ci saranno Merkel e il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans. Gaziantep, dove vivono molti rifugiati siriani, è a soli 50 chilometri da Kilis, sul confine siriano, che ospita un enorme campo profughi. La Turchia inizialmente aveva annunciato che Merkel sarebbe andata a Kilis per aprire una scuola e un ospedale, ma Berlino aveva negato. Secondo fonti europee è possibile che Tusk e Timmermans visitino Kilis, dove è stato costruito un nuovo centro rifugiati grazie all’accordo con la Ue. Merkel stamani ha autorizzato un’inchiesta contro un comico che ha letto alla tv tedesca un poema volgare suk presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo ha denunciato, facendo esplodere la polemica sulla libertà di stampa. Il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker mercoledì ha criticato la Turchia per la sua reazione e ha invitato a non derogare ai valori europei per preservare l’intesa sui migranti.

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