Migranti, decine trovati morti in un tir in Austria: “Asfissiati in un cassone”

Immigrazione
epa04900233 A lorry in which refugees were found dead stands on autobahn A4 between Parndorf and Neusiedl, Austria, 27 August 2015. According to reports, some 50 refugees were found dead in the lorry parked at the aurtobahn. The refugees were apparently suffocated.  EPA/HANS PUNZ

La raccapricciante scoperta dei cadaveri nel tir e’ stata fatta proprio mentre il cancelliere Angela Merkel e i leader di 8 Paesi balcanici si incontravano a Vienna per concordare una strategia per affrontare la crisi.

Un altro viaggio della speranza è  finito in tragedia: decine di migranti sono morti asfissiati mentre viaggiavano clandestinamente attraverso l’Austria in un camion da trasporti. Il bilancio e’ ancora incerto; ma secondo la polizia, il numero di disperati ritrovati morti potrebbe arrivare a 50. I cadaveri sono stati rinvenuti in un camion parcheggiato in un’area di sosta dell’autostrada A4, tra il lago Neusiedl e la località di Parndorf, nello stato del Burgenland, alla frontiera con l’Ungheria. La polizia sta dando la caccia al conducente del veicolo, del quale però non si ha alcun indizio.

Il veicolo ha richiamato l’attenzione degli agenti perche’ da varie ore era fermo ai bordi dell’autostrada. “Questa tragedia ci ha commosso tutti: I trafficanti di essere umani sono dei criminali”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Johanna Mikl-Leitner, in una conferenza stampa nella città di Eisenstadt.

E mentre migranti e rifugiati arrivano alle porte dell’Europa in un numero che non ha precedenti con la speranza di trovare una vita migliore o protezione (mercoledì un nuovo record al ‘varco’ nei pressi del villaggio di Roszke, tra Ungheria e Serbia: la frontiera e’ stata attraversata da 3.241 persone, tra cui quasi 700 bambini), l’Ue appare incapace di dare una risposta comune.

La raccapricciante scoperta dei cadaveri nel tir e’ stata fatta proprio mentre il cancelliere Angela Merkel e i leader di 8 Paesi balcanici si incontravano a Vienna per concordare una strategia per affrontare la crisi.

Vi partecipano capi di Governo, i ministri degli Esteri ed i ministri dello Sviluppo Economico dei 6 Paesi dei Balcani Occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia), di Germania, Austria, Francia, Italia, Croazia e Slovenia, ed inoltre il presidente della Commissione Ue, l’Alto Rappresentante Ue per gli Affari Esteri e il Commissario UE per l’Allargamento. Per l’Italia è presente il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

Poco prima dell’inizio della conferenza, il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, ha avvertito che il suo Paese prenderà in considerazione norme anti-immigrazione più severe se l’Ue non riuscirà a trovare una risposta unitaria. A Vienna, anche Serbia e Macedonia hanno chiesto più aiuti e un’azione concertata dell’Ue. “E’ un problema dell’Ue e chiedono a noi un piano di azione. Ma e’ l’Ue stessa che dovrebbe avere un piano”, ha detto il ministro degli Esteri serbo, Iviva Dacic, prima dell’inizio del vertice.

“Fino a che non avremo una risposta europea non dovremo farci l’illusione che si risolva'”, ha aggiunto il suo omologo macedone, Nikola Poposki. Serbia e Macedonia non sono Paesi membri dell’Ue, ma entrambi hanno lo status di “Paesi invia di adesione”; ed entrambi i Paesi sono terreno di transito delle decine di migliaia di migranti che cercano di raggiungere l’Ue.

Secondo il commissario europeo all’allargamento, Johannes Hahn, alla porte dell’Europa ci sono attualmente 20 milioni di rifugiati di diversi conflitti in cerca di sicurezza. La Commissione europea ha ribadito comunque che punta a proporre entro la fine dell’anno “un meccanismo permanente, vincolante e con quote” per la ripartizione di richiedenti asilo in caso di emergenze che possano verificarsi in qualunque Paese.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha espresso la propria “solidarieta, amicizia e vicinanza” al cancelliere austriaco, Werner Faymann, dopo la notizia dei migranti asfissiati nel camion. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. “Una morte assurda, che sconvolge la coscienza di ognuno di noi e che sottolinea, una volta di più se ce ne fosse ancora bisogno, la centralità e l’urgenza del tema dell’immigrazione in una Europa dove tornano ad erigersi muri”, ha commentato il premier.

 

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