L’Europa si scuote: vertice straordinario mercoledì prossimo

Immigrazione
epa04928677 Refugees show their relief to the photographer after they arrived from Hungary at a reception center in Nickelsdorf, Austria, 13 September 2015. As Hungarian authorities are preparing to implement stricter immigration laws from 15 September, efforts are under way to build a alternative church migration route on the Balkans along the Croatian coast, rather than through Hungary.  EPA/HERBERT P. OCZERET

Tusk convoca una riunione dei capi di stato e di governo sull’emergenza migranti, alla ricerca di un accordo che appare ancora complicato

Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk convoca un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo Ue mercoledì prossimo, 23 settembre, sulla crisi dei rifugiati. Il giorno prima, il 22 settembre, i ministri degli Interni della Ue sono convocati in sessione straordinaria per approvare la redistribuzione di 120mila richiedenti asilo da Italia, Grecia e Ungheria negli altri Paesi europei.

Trovare un accordo sarà complicato considerando il fronte dei ‘no’ nei confronti delle quote imposte dalla Commissione schierato da Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria durante il vertice di qualche giorno fa. C’è bisogno di ok politico dei capi di Stato e di governo Ue.

I contatti tra i leader politici e gli appelli per trovare una soluzione definitiva vanno avanti e, nell’attesa del vertice, l’Italia ribadisce la propria posizione riguardo la realizzazione dei nuovi centri per i migranti: prima l’intesa sulla redistribuzione obbligatoria e poi i cosiddetti hotspot.

Nel Parlamento Europeo, intanto, è stata approvata oggi una proposta di emergenza per la ricollocazione di altri 120mila richiedenti asilo provenienti da Italia, Grecia e Ungheria tra gli Stati membri dell’Ue. E a sorpresa la Lega vota addirittura contro la proposta di ricollocamento dei profughi.

Nel frattempo, centinaia di migranti si stanno accalcando a Tovarnik, città croata a confine con la Serbia, per salire sui bus diretti verso i centri di accoglienza in altre parti della Croazia. Oltre 100 poliziotti in tenuta antisommossa sono stati dispiegati per tenere la situazione sotto controllo e mantenere i migranti lontano dai binari ferroviari.

Migranti a Tovarnik

Vedi anche

Altri articoli