Migranti, la Turchia alza il tiro. Renzi a Bruxelles: “Libertà di stampa o noi non firmiamo”

Immigrazione
Hungarian police spraying tear gas at the "Horgos 2" border crossing near Horgos, Serbia, Wednesday, Sept. 16, 2015. Small groups of migrants continued to sneak into Hungary on Wednesday, a day after the country sealed its border with Serbia and began arresting people trying to breach the razor-wire barrier, while a first group arrived in Croatia seeking another way into the European Union. (ANSA/AP Photo/Darko Vojinovic)

Che cosa vuole l’Europa dalla Turchia? E cosa otterrà la Turchia dall’Europa? I punti chiave al centro del vertice di Bruxelles

Arginare i flussi migratori, ripristinare il codice di Schengen e rinsaldare i rapporti fra Europa e Turchia: sono questi i temi caldi al centro del vertice europeo di Bruxelles.

Il vertice è in questo momento in corso. Diversamente da come era stato annunciato in un primo momento, non si concluderà nel pomeriggio ma continuerà a cena, con un nuovo incontro dei leader dei Ventotto con il primo ministro turco Ahmed Davutoglu. Inizialmente, Davutoglu e i suoi colleghi dell’Ue dovevano vedersi solo a pranzo, mentre nel pomeriggio i leader dei paesi membri si sarebbero dovuti dedicare all’approvazione del testo e delle conclusioni. Secondo quanto riferito da fonti del Consiglio europeo, Matteo Renzi avrebbe chiesto che nel testo dell’eventuale accordo con la Turchia ci sia “un riferimento alla libertà di stampa, altrimenti noi non firmiamo“.

Non sono noti i dettagli del confronto, tuttavia sembra che il primo ministro turco abbia portato nella discussione “nuove idee, sia in termini di offerte che di richieste” rispetto a quanto era già stato concordato nei giorni scorsi. “C’è una nuova proposta”, ha spiegato un portavoce del primo ministro, rifiutandosi di dare altri dettagli, ma aggiungendo che “non siamo qui per parlare solo di migranti, naturalmente il processo di ingresso della Turchia in Ue è un tema in discussione”.

Il presidente Tusk, in questi giorni in visita nell’area balcanica in preparazione del vertice, è alla ricerca di una strategia comune che possa “aiutare a tamponare i flussi e a far fronte alla crisi” evitando che vengano prese decisioni unilaterali, che stanno cominciando ad avere serie ripercussioni anche a livello economico. Ma la strada è in salita e il numero dei migranti bloccati alle frontiere e nei campi profughi, continua a crescere.

epa05199028 (L-R) European Commission President Jean-Claude Juncker, Turkish Prime Minister Ahmet Davutoglu, European Council President Donald Tusk and President of European Parliamen Martin Schulz pose for photos ahead of an extraordinary summit of European Union leaders with Turkey in Brussels, Belgium, 07 March 2016. EU leaders are set to make another attempt to stem a migration surge that is testing their unity and principles, with hopes high that neighbouring Turkey will shoulder more of the burden.  EPA/EMMANUEL DUNAND / POOL

Che cosa si aspetta l’Europa dalla Turchia? Prima di tutto che venga applicato, a partire da giugno prossimo, il piano d’azione concordato sulla crisi dei rifugiati, in particolar modo gli accordi di riammissione, riprendendosi tutti i migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale e che ne hanno attraversato le frontiere illegalmente per recarsi in Europa, lungo la rotta balcanica. Secondo l’accordo ad essere esclusi saranno soltanto i profughi siriani ed iracheni, a causa delle condizioni di guerra in cui si trovano i loro paesi d’origine. La Turchia dovrebbe accettare anche di riprendere sul suo territorio tutti i migranti salvati e raccolti nel Mar Egeo dalle missioni di Frontex e da quella della Nato.

Che cosa vuole la Turchia dall’Europa? Sono stati stanziati tre miliardi di euro in aiuti diretti per i 2,8 milioni di rifugiati nei campi profughi in Turchia. Ma in più l’Ue promette ad Ankara di non richiedere più il visto, a partire dal prossimo novembre, ai cittadini turchi che viaggeranno nei paesi europei, riaprendo di fatto la negoziazione dell’entrata della Turchia nell’Unione. Un punto che sta molto a cuore ad Ankara, che ha sottolineato che, se questa parte dell’accordo non sarà rispettata, la Turchia cesserà immediatamente di applicare gli accordi di riammissione. Ma che riapre anche la questione della democrazia in Turchia e il rispetto dei diritti, spesso violati.

E proprio a tal proposito, esistono anche altri due temi che non sono ufficialmente previsti dall’agenda del vertice eppure non potranno non essere discussi:  il primo è l’attacco alla stampa di opposizione da parte del regime autoritario di Erdogan, soltanto ieri la polizia ha attaccato la sede del quotidiano Zaman. La seconda questione è la richiesta di creare una zona cuscinetto in Siria, sotto protezione internazionale, a ridosso della frontiera turca, in cui far affluire e raccogliere i profughi del conflitto. Erdogan ha persino ventilato l’ipotesi di costruire una vera e propria città ex novo, per accogliere i profughi, senza che siano costretti ad attraversare la frontiera e alimentare i flussi verso la Turchia e l’Europa. Ma la proposta, per il momento, non ha suscitato molto interesse da parte europea.

matteoIntanto su Instagram, il Presidente del Consiglio, annuncia che regalerà a tutti i leader europei una copia del film vincitore dell’Orso d’oro di Berlino “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi.

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