Migranti, aumentano gli sbarchi. Renzi: “Non c’è nessuna invasione in corso”

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Federica Mogherini da Lampedusa: “Proviamo frustrazione e vergogna per i muri che si alzano, ma siamo orgogliosi di un’Italia e di un’Europa che salvano vite umane”

Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono circa 6mila i migranti arrivati sulle nostre coste da martedì scorso. Solo oggi, in prima mattinata, sono stati 357 gli arrivi a Messina. Oltre 4.100 migrati sono stati salvati nel canale di Sicilia nell’arco di 48 ore a partire da lunedì e, purtroppo, sono stati registrati anche 9 morti. Un numero che, sempre secondo l’Oim, forse è destinato a salire con l’arrivo del bel tempo e delle migliori condizioni del mare. Meno confermato invece il legame che intercorre fra gli sbarchi sulle nostre coste e il recente accordo Ue- Turchia.

Intanto oggi, in attesa dell’arrivo domani a Lesbo di Papa Francesco, l’alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, si è recata in un’altra isola di frontiera, Lampedusa. “Proviamo frustrazione e vergogna per i muri che si alzano, ma siamo orgogliosi di un’Italia e di un’Europa che qui salvano vite umane”, ha detto, salendo sulla portaerei Cavour che guida la missione Eunavfor Med nel sud del Mediterraneo. “Un anno fa, il 18 aprile dell’anno scorso, qui piangevamo 800 morti, oggi ci sono uomini e donne di 24 paesi che lavorano per salvare delle vite e arrestare gli scafisti. Dopo la tragedia di un anno fa – ha continuato Mogherini – dopo le lacrime l’Europa si è riunita e ha deciso di agire. Questa missione è figlia di quel dolore“.

Anche il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa, è tornato sull’argomento migranti, mettendo in guardia gli “amici” dell’Austria: “Il Brennero è un simbolo troppo importante nella storia di questa Italia per divenire oggetto di competizione all’interno di singole vicende nazionali. Non faremo finta di niente se verranno violate le regole europee”. Per quanto riguarda il numero in aumento degli sbarchi, Renzi puntualizza: “Si passa dal silenzio di tomba agli allarmi esasperati sul tema dell’immigrazione. Qual è la realtà? C’è un problema – sottolinea il presidente del Consiglio – che riguarda anche il nostro Paese, ma non è particolarmente più grande di qualche anno fa”. E aggiunge: “Abbiamo in corso tutte le nostre iniziative, ma non siamo in presenza di un’invasione o un dramma”.

Dall’Europa qualcosa si sta muovendo, anche se molto lentamente. Fonti Ue hanno dichiarato che la Commissione Europea sta preparando una lettera da inviare al governo austriaco sulle misure adottate al passo del Brennero. Il governo austriaco, infatti, aveva promesso che avrebbe inviato chiarimenti sulla materia, ma ancora non lo ha fatto, quindi Bruxelles si sta muovendo autonomamente.

Sulla chiusura del valico è intervenuto anche il noto alpinista altoatesino Reinhold Messner che ha dichiarato: “Se il Brennero venisse effettivamente chiuso, come sudtirolesi ciò ci addolorerebbe dal punto di vista delle emozioni, non si tratta soltanto di una questione economica”. E aggiunge: “Occorre una solidarietà di tipo europeo, che mostri il fatto che gli europei hanno una cultura comune ed anche valori comuni”.

L’Austria è soltanto l’ultimo paese europeo in ordine di tempo a voler innalzare muri. Il clima xenofobo, complice anche le imminenti elezioni, è infuocato: giovedì sera, un drappello di manifestanti del movimento di estrema destra ‘Ideantitaere’ ha fatto irruzione nella sala per conferenze dell’Università di Vienna, interrompendo la messinscena di ‘Die Schutzbefohlenen’ (I Supplici), opera della drammaturga austriaca Elfriede Jelinek, premio Nobel per la Letteratura 2013, interamente recitato da richiedenti asilo originari di Siria, Iraq e Afghanistan. I dimostranti hanno lanciato sul pubblico in platea volantini con lo slogan “Il multiculturalismo uccide” e addirittura sangue finto, finché non ne è scaturita una rissa con alcuni dei settecento spettatori, poi sedata da decine di agenti intervenuti nel frattempo.

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