“Mi stanno facendo un gran favore”. Sala spazza via il fango della destra e del Fatto

Milano
Giuseppe Sala all'incontro 'Milano città Steam', le imprese incontrano i candidati sindaco di Milano in Assolombarda. Milano, 6 maggio 2016.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

I giornali della destra scatenati dopo il supposto scoop di Panorama sull’ineleggibilità del candidato del centrosinistra. Che reagisce: “Professionisti dell’infamia”. Anche Parisi e Salvini si dissociano

“I professionisti dell’infamia mi stanno facendo un favore. Fanno questo di mestiere e, non riuscendo a battermi sulle idee, andranno avanti con il fango”. Giuseppe Sala, candidato del centrosinistra a Milano, passa al contrattacco sulle accuse piovute in primis da Panorama e poi riprese dai giornali della destra (Libero e Fatto Quotidiano) riguardo una sua presunta ineleggibilità.

Partiamo dai fatti, o meglio, dalle supposizioni. Secondo il settimanale – il cui vicedirettore Maurizio Tortorella è candidato nelle liste del centrodestra con Parisi – Sala non potrebbe competere alla carica di sindaco di Milano a causa della mancata ratifica della sue dimissioni da commissario governativo di Expo 2015. Un’ipotesi già smentito da Palazzo Chigi che ha fatto sapere come la rinuncia all’incarico spedita il 15 gennaio sia stata protocollata il 18 gennaio. Caso chiuso? Non per Gianni Barbacetto del Fatto Quotidiano (per il quale la candidatura di Sala è una vera e propria ossessione), che oggi dedica alla vicenda le prime due pagine del giornale, oltre che il titolo di apertura in prima. “Sala il 3 febbraio 2016, quindi due settimane dopo la data indicata da Palazzo Chigi, ha firmato il rendiconto dell’esercizio Expo 2015″. Di qui, la sentenza del Fatto: “Sala si è dimesso per finta”. Stessa linea di Libero che alla sentenza giudiziaria del giornale di Travaglio, aggiunge la sentenza politica di Belpietro: “Autogol Renzi, così perde Milano”. E fa riferimento ad un’altra supposizione di Panorama, secondo cui l’ex ad di Expo avrebbe firmato una dichiarazione, il 28 ottobre 2015, per l’accettazione della nomina a consigliere della Cassa Depositi e Prestiti, nella quale avrebbe affermato di non avere cause di incompatibilità che gli potessero precludere la nomina. “Peccato che – fa notare l’arguto Belpietro – anche i sassi sapessero che in quel momento era commissario all’esposizione universale”. Ecco, appunto, se lo sapevano anche i sassi, la cosa poteva essere sfuggita a Sala o alla stessa Cdp?

A fronte di questo attacco un po’ (molto) spuntato, cavalcato politicamente dal Movimento 5 Stelle, dal radicale Marco Cappato e da qualche cane sciolto leghista, anche il candidato Parisi e il suo principale referente politico, Salvini, hanno sentito il dovere di dissociarsi. “Queste azioni di discredito sono sbagliate”, ha detto il primo. “Sala preferisco batterlo in cabina elettorale, non con i cavilli”, gli ha fatto eco il secondo.

Lo stesso Sala, dal canto suo, si dice “molto sereno. Basti vedere come Moratti ha cercato di infamare Pisapia“. Un riferimento alla velenosa campagna elettorale del 2011 nella quale l’allora sindaco uscente fece un’accusa infondata a quello che sarebbe stato poi il suo successore. Quanto alle firme di Sala su documenti di Expo dopo le sue dimissioni Sala ha citato la recente sottoscrizione del bilancio nella veste di ex amministratore delegato. “Sono atti dovuti, che si firmano anche dopo” le dimissioni. “Non va bene neanche questo? Andate pure avanti, la gente si fida di me, mentre loro non sanno più parlare alla gente e ricorrono a queste cose” ha continuato. L’ex commissario di Expo ha infine negato che la sua dichiarazione del 28 ottobre 2015 di non incompatibilità con la carica di consigliere della Cdp non sia corretta. “Non è così, andate a rileggervi le cose, ho anche un parere della stessa Cdp perché prima di entrare per prudenza lo avevo chiesto”. Sala ha infine definito i ricorsi al Tar annunciati dai suoi avversari “sciocchezze elettorali” fatte da persone che “la gente non ascolta. I milanesi sono molto più saggi di questo“.

In difesa del candidato del centrosinistra si è schierato tutto il Partito Democratico. “Le bufale propagandate da Panorama sulla vicenda Sala – afferma Emanuele Fiano – da un settimanale talmente indipendente che ha il vicedirettore candidato con Parisi, candidato della destra, sono destituite di qualsiasi fondamento giuridico, e non è che se il Fatto Quotidiano ci fa il titolo di giornata, cambia il diritto amministrativo. La destra milanese in grande difficoltà, anche per il rischio di vedersi bocciare la lista di Fratelli d’Italia, cerca di riempire i ventilatori di fango, giungendo al solo grande risultato di evidenziare la propria incapacità di confrontarsi con Sala, sul merito delle idee e delle proposte per Milano, perché per far questo dovrebbe averle le idee per Milano”.

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