La First Lady e Sanders bloccano il dissenso interno

Usa2016
epaselect epa05422025 Democratic Presidential candidate Hillary Clinton (R) with former Democratic Presidential candidate Bernie Sanders as they appear together at an event at Portsmouth High School in Portsmouth, New Hampshire, USA, 11 July 2016. Sanders, who had run against Clinton in the Democratic Primary endorsed Clinton at the event.  EPA/CJ GUNTHER

Alla convention di Philadelphia si ritrova l’unità per sconfiggere Donald Trump

Tutti per Hillary Clinton. I democratici americani, spinti dal candidato sconfitto alle primarie Bernie Sanders e dalla first lady Michelle Obama lanciano la sfida a Donald Trump, l’unico vero nemico comune da sconfiggere.

Alla convention di Philadelphia, il senatore del Vermont si è lanciato in un appassionato discorso per chiarire che Hillary Clinton, e non il repubblicano Donald Trump, “dovrebbe essere” il prossimo presidente degli Stati Uniti, il tutto all’inizio di una convention democratica in cui è stato centrale anche l’intervento della first lady, Michelle Obama, che ha commosso i partecipanti con il suo discorso, che ha davvero convinto tutti.

La convention non era partita bene dopo le rivelazioni riguardanti il Democratic National Committee (Dnc), che hanno rivelato le strategie di partito per indebolire la campagna di Bernie Sanders a favore della ex Segretaria di Stato. Ma sia Sanders, sia la first lady Michelle, indiscussi protagonisti del primo giorno della convention, sono saliti sul palco con un messaggio molto chiaro che gli americani: non si può permettere a Trump di vincere le elezioni presidenziali di novembre e, per raggiungere questo obiettivo, i democratici deve essere uniti intorno alla figura di Hillary Clinton.

“Abbiamo bisogno di una leadership che ci unisca e ci renda più forti, non di una leadership che insulta latinos, messicani, musulmani, donne, afroamericani, veterani e malati. Clinton dovrebbe essere il presidente degli Stati Uniti ” ha detto Sanders nel suo discorso.

“Questa elezione deve avere a cuore le esigenze degli americani e il futuro da creare per i nostri figli e i nostri nipoti”, ha detto il senatore, che ha ricevuto 13 milioni di voti nelle primarie e che è stato interrotto continuamente da gli applausi dei suoi seguaci.

Un argomento simile a quello usato da Michelle Obama che nel suo discorso ha detto che nel mese di novembre è in gioco la decisione su “chi avrà il potere di plasmare” la vita di tutti i bambini americani. Dichiarando il suo sostegno per Hillary Clinton, Michelle ha detto, con la voce rotta dall’emozione, che grazie a lei le sue due figlie “danno per sicuro” che una donna può essere il prossimo presidente degli Stati Uniti. 

“Non lasciate che nessuno vi dica che questo paese non è grande, questo paese è già il più grande del mondo”, ha detto, tra gli applausi, riferendosi allo slogan di Donald Trump slogan che promette di “rendere l’America grande di nuovo”. “Quando qualcuno è crudele o si comporta come un bullo – ha continuato la First Lady – noi non scendiamo al suo livello, no il nostro motto è: quando gli altri scendono in basso, noi voliamo alto”.

Un altro dei discorsi più attesi della serata è stato quello della senatrice Elizabeth Warren, simbolo dell’ala più progressista dei democratici, ma alla fine il suo intervento non è stato acclamato come quello di Sanders e della first lady. Warren ha tuttavia avvertito Trump che “a novembre gli americani metteranno in chiaro che “un uomo così non potrà mai essere presidente degli Stati Uniti”, accusando il magnate di alimentare le divisioni, l’odio e la paura nel paese.

La Convention proseguirà nei prossimi giorni. C’è grande attesa per l’intervento di Barack Obama previsto per mercoledi.

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