Referendum e mondo del lavoro. Scintille tra Renzi e Landini

Referendum
Un fermo immagine tratto dalla trasmissione di Rai Tre "In Mezz'ora" mostra il premier Matteo Renzi (S) in un confronto moderato dalla conduttrice Lucia Annunziata (C) con Maurizio Landini, segretario della Fiom.
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Matteo Renzi ospite con Maurizio Landini alla trasmissione di Lucia Annunziata

Il referendum costituzionale e il suo impatto sulla situazione economica del Paese e sul mondo del lavoro. A due settimane dal voto, Lucia Annunziata presenta a In 1/2h un confronto inedito: il Presidente del Consiglio Matteo Renzi faccia a faccia con il Segretario Generale della Fiom Maurizio Landini.

Ed è subito scontro con il Premier che attacca: “Ho il sospetto che la riforma non l’abbia letta, Landini. Glielo dico con rispetto. Bisogna cambiare le cose, non difendere la Casta come fate voi”.

“Sul mondo del lavoro cambia tantissimo – spiega Renzi – con il referendum costituzionale, ad esempio sulle politiche attive del lavoro che diventano nazionali, importante soprattutto per le regioni che soffrono. Il problema non è tanto chi fa parte della foto di gruppo” della accozzaglia. Ma l’importante “è capire cosa si vota al referendum, e cosa cambia davvero”.

“Non è vero – ribatte Maurizio Landini –  la Cgil era per un Senato vero delle autonomie, questa cosa invece è un animale bicefalo che non si capisce se sarà eletto. Io sono contro il doppio lavoro sempre e non capisco come si possa fare il sindaco o consigliere e il senatore. Questa riforma è malfatta”.

La temperature del confronto sale. Da una parte Renzi riconosce: “E’ giusto che il sindacato metta le proprie opinioni al servizio del dibattito sulla Costituzione. Se la Fiom dice no al referendum, ci sono altre sigle sindacali che votano Sì. Ma trovo incomprensibile chi difenda uno status quo che non ha funzionato”. Dall’altra polemizza: “Capisco la solidarietà tra colleghi sindacalisti, ma difendere il Cnel è impensabile per chiunque”.

“Sul Cnel non ho problemi ma la Costituzione non può essere cambiata all’ingrosso, siete voi a far votare 40 articoli insieme”, replica il leader Fiom. “Non dica che la procedura legislativa è incomprensibile perché basta leggerla”, afferma il premier. “Avevamo proposte perché non siamo perché le cose rimangano come adesso. I titoli sono giusti, il problema è lo svolgimento”, dice Landini.

“Tutta la Cgil ha votato all’unanimità un’indicazione ai suoi iscritti, che è andare a votare e votare no, poi abbiamo 5 milioni di iscritti. La nostra è una posizione di merito. Non siamo contrari a cambiare la Costituzione, ma siamo contrari a questi cambiamenti, che pensiamo siano malfatti”, ha aggiunto il segretario Fiom. “Il fatto che la Cgil si occupi di Costituzione non è un errore, ma una cosa fondamentale . Infine ha aggiunto: “Il mio no non è contro Renzi, è sulla riforma della costizione che è malfatta e non va fatta così’, non è voto su governo o su Renzi. Non si può trasformare il voto sulla Costituzione in un voto sul governo, è stato lei a farlo”.

“Pensavo che il compito di un sindacalista fosse difendere i lavoratori non i consiglieri regionali” ha replicato Renzi che ha anche puntualizzato “Io non ho definito ‘accozzaglia’ chi non vota per me, però mi chiedo come sia possibile costruire qualcosa tra forze tanto diverse. Se ho offeso qualcuno mi scuso”, aggiunge Renzi che ha snocciolato gli effetti positivi della riforma: “Ho impressione che Landini non abbia nemmeno letto la riforma. Sulla lotta all’evasione abbiamo fatto meglio di tutti, sulla sanità abbiamo messo 2 miliardi e per la prima volta c’è un fondo sulla povertà – ha aggiunto -. Ma al referendum non si vota su questo, ma su altri temi sui quali eravate anche d’accordo”.

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