Mezzo milione di contratti in più. Cresce soprattutto il Nord Italia

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I primi 11 mesi del 2015 nei dati Inps. E l’Istat rileva una forte crescita nelle costruzioni

Oltre 2,1 milioni di contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di contratti esistenti), a fronte di 1.525.000 “cessazioni” con un saldo positivo nell’anno di 584.000 posti fissi. È il resoconto, certificato ieri dall’Inps, dell’andamento dei primi 11 mesi del 2015, un bilancio che ha subito suscitato il commento di Matteo Renzi. Su Twitter il premier ha sottolineato come i dati pubblicati nell’Osservatorio Inps sul precariato dimostrino «l’assurdità delle polemiche sul Jobs act». Rispetto al 2014, quando il saldo fu positivo per 73.000 posti, il dato è quindi migliore di oltre 510.000 unità. Se poi si guarda all’insieme dei nuovi rapporti di lavoro nel 2015, sono stati stipulati oltre cinque milioni di contratti (nel settore privato, senza considerare operai agricoli e lavoratori domestici) a fronte di 4,32 milioni di cessazioni. In questo caso rispetto al 2014 (+324.000 posti) il saldo risulta migliore di 356.000 unità.

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