Messico, fossa comune della libertà

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Fosse comuni, migliaia di “desaparecidos”, donne stuprate e uccise: la fotografia di un Paese in mano alla criminalità e ai corrotti

REPORTER

1. Numeri drammatici Dal 2000 al 2014 sono stati assassinati in Messico 102 giornalisti. I dati sono stati comunicati dalla Procura Speciale di Attenzione ai Reati commessi contro la Libertà d’Espressione, che dipende dalla Procura Generale messicana. Secondo l’ONU, dal 2000 a oggi sono stati uccisi 500 giornalisti in tutto il mondo. Il dato è sconcertante: significa che ben un quinto di reporter, dunque, è stato ucciso nel solo Messico.

2. Il governo di Felipe Caldéron Nel Paese nordamericano gli assassinii di giornalisti sono quasi sempre legati al narcotraffico e alle denunce di corruzione, connivenza e violenza. Il numero di omicidi è aumentato vertiginosamente durante il Governo di Felipe Calderón, tra il 2006 e il 2012. Il legame tra omicidi e narcotraffico è evidenziato dagli Stati in cui avvengono gli omicidi: Chihuahua, con ben 16 giornalisti uccisi e Veracruz, con 15.

3. L’allarme di Articolo 19 “E’ un numero di morti davvero preoccupante, dato che i giornalisti hanno una funzione sociale fondamentale, come diffusori dell’informazione” ha detto la responsabile della Procura Laura Angelina Borbolla. Per Darío Ramírez, direttore dell’associazione Articolo 19, il numero di giornalisti uccisi “testimonia chiaramente l’incapacità dello Stato messicano di impedire gli omicidi”.

 

SEMPLICI CITTADINI

1. Il massacro degli studenti A novembre 2014 tre narcos confessano il massacro di Iguala: 43 studenti scomparsi nel mese di settembre nello stato di Guerrero sono stati bruciati vivi, uccisi e gettati in una discarica. I trafficanti hanno confessato di aver ucciso i ragazzi su ordine del sindaco della cittadina, José Luis Abarca, considerato il mandante della strage insieme alla moglie, Angeles Pineda Villa.

2. L’inferno di Ciudad Juarez Nei pressi di Ciudad Juárez, città messicana sul confine con gli Stati Uniti territorio in balìa di bande criminali dedite al traffico di droghe e di immigrati clandestini -, dal 1993 a oggi sono stati ritrovati quasi 400 cadaveri di giovani donne. Molte di loro, operaie di fabbrica malpagate, hanno subito stupri e torture prima di essere barbaramente strangolate o accoltellate. Innumerevoli anche le denunce di scomparse.

3. Oltre 26mila scomparsi In un rapporto diffuso da Amnesty International sui dati del governo federale messicano si calcola che dal dicembre 2006 al dicembre 2012 (periodo che coincide con la presidenza di Felipe Calderón) sono scomparse o sono risultate disperse 26.121 persone. Amnesty International ha accusato le autorità federali e statali di aver sottovalutato la questione, anche per via del coinvolgimento diretto di esponenti delle forze dell’ordine.

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