Messe in salvo la Sindone d’Arquata e molte opere del museo di Amatrice

Terremoto
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Grazie ad una operazione coordinata di Vigili del fuoco e Carabinieri, che sono riusciti a recuperare anche altri preziosi beni culturali

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Vigili del Fuoco intenti nell’operazione di messa in sicurezza della Sindone di Arquata

Il terremoto del 24 agosto si è rivelato devastante per il nostro patrimonio artistico; crolli e danni si sono verificati in Umbria, Marche e Abruzzo e chiaramente Amatrice e le zone limitrofe sono state le più colpite. Ma nonostante la gravità della situazione, nelle ultime 48 ore c’è stato spazio anche per qualche buona notizia.

Custodita nella chiesa di San Francesco, che dopo il sisma è pericolante, la sindone di Arquata del Tronto, una fedele riproduzione della Sacra Sindone oggetto di venerazione da parte dei fedeli locali, è stata messa in salvo ieri dai vigili del fuoco e dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio. L’operazione, condotta con il coordinamento dei tecnici del Mibact e dell’Istituto di Restauro, ha consentito che l’opera venisse prelevata e spostata nella cattedrale di Ascoli Piceno, dove si è celebrata una messa speciale per le vittime del terremoto.

Anche ad Amatrice sono stati portati in salvo dei beni culturali di inestimabile valore, come una pala di Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, pittore, architetto e scultore italiano vissuto a cavallo tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. L’opera, che raffigura la Sacra Famiglia ed è l’unico lavoro dell’artista ad essere custodito nella sua cittadina madre, va ad aggiungersi ad altri pezzi pregiati del museo civico di Amatrice, che sono stati messi in salvo e trasportati nella della Forestale di Cittaducale in provincia di Rieti.

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