Merkel-Renzi patto per la flessibilità a Milano

Europa
Italian Prime Minister Matteo Renzi (II from L) and his wife Agnese (R) with German Chancellor Angela Merkel and her husband Joachim Sauer during a visit at the Milan Expo 2015, in Milan, Italy, 17 August 2015.
ANSA/MATTEO BAZZI

Flessibilità e immigrazione: l’asse tra Matteo Renzi e Angela Merkel più solido dopo l’incontro di Milano

Visista-lampo di Angela Merkel a Milano, all’Expo, per incontrare Matteo Renzi, che ha interrotto le sue vacanze con la famiglia a Pontassieve per incontrare la cancelliera tedesca, insieme con la moglie Agnese. Con loro anche il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, il commissario Expo Giuseppe Sala e il prefetto Francesco Paolo Tronca.

All’arrivo, Merkel ha salutato la folla facendo spostare l’auto per le foto ed è entrata nel padiglione Zero, prima tappa della visita lampo. I leader si sono poi spostati a bordo di una vettura di servizio al padiglione tedesco e hanno concluso la visita al padiglione italiano. Al termine della cena la Cancelliera deve rientrare subito a Berlino.

Tanti applausi e pochi fischi per la Cancelliera tedesca che insieme al premier Renzi ha ricevuto un gradito benvenuto dai visitatori dell’Expo. Foto e strette di mano, con la sicurezza che ha dovuto fare salti mortali per garantire la sicurezza dei due leader europei. Un successo d’immagine non scontato.

Molto più importante, però, quello che è accaduto dentro durante il colloquio tra Renzi e Merkel. La cancelliera tedesca ha elogiato quanto fatto dall’Italia in quest’ultimo anno e l’asse con Matteo Renzi sembra sempre più solido. Sia per quanto riguarda l’immigrazione, che per la flessibilità nei conti, infatti Angela Merkel sembrerebbe aver ammorbidito le sue posizioni. Per la prima volta sul tema immigrazione ha ammesso che è un problema europeo e che è l’Europa intera a dover trovare una soluzione.

Importante per l’Italia anche il tema della flessibilità dei conti, infatti in autunno si aprirà la partita sulla legge di stabilità e per rafforzare la ripresa avremo bisogno di poter avere maggiore libertà di manovra, senza però sforare il 3%.

 

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