Merkel contro May: “Fuori da mercato unico senza libera circolazione”

Europa

Mentre l’economia britannica ristagna dopo la Brexit, la Cancelliera risponde ai proclami del primo ministro

E’ scontro tra Angela Merkel e Theresa May. Dopo i proclami del primo ministro britannico di ieri, non si è fatta attendere la replica della Cancelliera. Mentre la Gran Bretagna gira a vuoto dopo la Brexit e cerca strade difficili da percorrere per uscire dall’impasse, la Germania fa capire, a nome dell’Europa, che la trattativa che dovrà condurre il Regno Unito fuori dall’Ue sarà lunga, tortuosa e molto difficoltosa.

La May aveva concluso il congresso del suo partito a Birmingham, dicendo che garantirà alle imprese britanniche “la massima libertà di commerciare” all’interno del mercato unico europeo e di volere un controllo sull’immigrazione, due richieste che da subito è sembrato potessero suonare contraddittorie dalle parti di Bruxelles. Una posizione resa ancora più critica dalle pesanti dichiarazioni rese poco prima dalla ministra degli Interni Amber Rudd riguardo l’obbligo da parte delle aziende britanniche a rivelare la percentuale di lavoratori stranieri impiegati.

Una bufera, non mitigata dalla parziale marcia indietro di oggi. Perché quello che conta, al di là dei proclami, è la concretezza delle ripercussioni economiche e politiche della trattativa sulla Brexit. E si parla di concretezza, in Europa, non può che scendere in campo, in prima persona, Angela Merkel. La Cancelliera tedesca, in un discorso pronunciato stamattina alla Federazione tedesca dell’industria, ha lanciato un messaggio preciso: “Se noi non dicessimo che il pieno accesso al mercato interno europeo è legato alla piena libertà di circolazione delle persone, innescheremmo una reazione a catena che si estenderebbe subito in tutta Europa, dove ognuno cercherà poi di fare solo ciò che vuole”.

Intanto l’economia britannica ristagna. La sterlina, dopo le parole della Merkel, si mantiene sui minimi da 31 anni a questa parte sul dollaro, con una nuova breve incursione sotto quota 1,27. Da lunedì scorso la valuta britannica è tornata ad accusare pesanti deprezzamenti dopo che Theresa May ha da un lato indicato in 6 mesi il termine entro il quale il governo intende avviare il negoziato formale sulla Brexit, e dall’altro ha paventato una strategia negoziale dura. Anche le stime di crescita del Pil sono state riviste al ribasso.

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