Memorie di Albertazzi. È morto l’ultimo mattatore

Teatro
PER COSTANTINI FOTO ALBERTAZZI

Muore uno dei più grandi attori italiani di sempre, una vita per il teatro

E dunque, alla bella età di 92 anni, se’è andato il grande Giorgio Albertazzi, certamente uno dei più grandi attori italiani di sempre, memorabile interprete di Shakespeare e di centinaia di pièce teatrali: fino alla fine ha portato in palcoscenico un suo cavallo di battaglia, “Memorie di Adriano”, dal romanzo di Marguerite Yourcenar.

Importante, Albertazzi, anche nella storia del cinema, a partire da “L’anno scorso a Marienbad” di Resnais, e in quella della tv, dove rappresentò un gigantesco “Idiota” di Dostoievskj, il “Dottor Jekill”, l’investigatore Philo Vance, e tanto altro ancora.

Ma Albertazzi fu, insieme a Vittorio Gassman, l’attore shakespeariano per eccellenza, al livello dei grandi interpreti inglesi (e a Londra ebbe sempre gran successo): per quella sua unica capacità di “dire” i versi del Bardo con quella che allo spettatore pareva semplicità ed era invece il frutto di un lavoro d’attore sapiente, antico, eroico.

Fu un grande Amleto, a più riprese, ma aveva esordito con Visconti in “Troilo e Cressida” e si calò spesso nella tragedia greca, un po’ meno nel teatro contemporaneo, anche se di recente aveva portato in scena le “Lezioni americane” di Calvino.

Era un uomo di grande cultura. Fu un uomo di destra, a su modo, via via sempre più “anarchico”, se la definizione non fosse banalotta.

Fu ironico come i fiorentini sanno essere, fu vitale anche e soprattutto per i grandi amori, fu estroverso ma venato, soprattutto negli ultimi anni, da malinconia seppur vitale e mai rassegnata al tempo che passa; e per questo fino all’ultimo fu attore vero, combattente coraggioso della recitazione, come se il teatro fosse davvero la sola pagina della vita, della sua lunga e ricca vita di attore.

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