Matteo Renzi e il salvataggio di Mps: “Non pagheranno più i cittadini”

Banche
20160712_renzi_milano

Renzi in una intervista a Repubblica si impegna: “Nessuna manovra correttiva né aumento di Iva”

“La nostra economia reale è quella che tra il 2009 e il 2014 in Europa ha perso più di tutti. Abbiamo avuto un crollo del Pil, tre anni di recessione, la disoccupazione quasi raddoppiata. Pur tuttavia una banca italiana, Intesa, è risultata la migliore a livello europeo. Quattro su cinque vanno bene. Per la quinta, Monte dei Paschi di Siena, ci siamo mossi per dare una risposta tempestiva: la proposta di Atlante ripulisce finalmente e per sempre la questione crediti deteriorati. Insomma grazie all’intervento di Atlante c’è una soluzione di sistema, definitiva”. A parlare è il premier Matteo Renzi in un’intervista a Repubblica. “Io non voglio che per le responsabilità dei politici del passato, e dei banchieri del passato paghino i cittadini di oggi. Non è un fatto di consenso, è un fatto di giustizia. Paghi chi ha sbagliato, non la gente comune. Con Padoan abbiamo agito all’unisono, incoraggiando una soluzione di mercato. La BCE e il Cda del Monte dei Paschi di Siena hanno fatto poi la scelta che hanno ritenuto più solida. A me interessa proteggere il correntista e il risparmiatore. Devono sapere che in Italia c’è un governo che si occupa di loro, non delle poltrone dei consigli di amministrazione delle banche come accaduto troppo spesso in passato. Poi se le banche finalmente si ripuliscono dai deteriorati, beh, quella diventa oggettivamente la misura di crescita economica più forte perché significa recuperare credito da dare ai piccoli imprenditori, agli artigiani, alle famiglie”.

E poi precisa: “Da tre anni conviviamo con il rischio di manovre correttive, ma posso dire con certezza che non ce ne sara’ una per il 2016. Purtroppo ci troviamo a fronteggiare questo meccanismo atroce delle clausole di salvaguardia perché i governi Letta e Monti hanno disseminato di trappole le vecchie finanziarie, ma seguiremo la linea già tenuta fin qui scongiurando un salasso da 15 miliardi, dunque l’Iva non aumenterà. E le tasse continueranno a scendere, perché andremo avanti sul taglio dell’Ires”.

Il Premier ha poi commentato la questione giudiziaria relativa a suo padre e conclusasi con l’archiviazione delle accuse di bancarotta fraudolenta: “Dopo 41 anni penso di poter conoscere a sufficienza mio padre per dire che poche cose sono più lontane dal suo codice di condotta di una bancarotta fraudolenta. Sono stato in silenzio, tuttavia, perché era giusto e doveroso rispettare il lavoro dei magistrati”.

Vedi anche

Altri articoli