Renzi: “Ho sbagliato a personalizzare il referendum” – LIVEBLOG

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ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI-TIBERIO BARCHIELLI

“Questa è la riforma degli italiani”, ha dichiarato il premier-segretario che si è rivolto alla minoranza Pd: “Basta con la sindrome Bertinotti”

Intervento di Matteo Renzi a Bosco Albergati (Mo) per la chiusura della Festa de l’Unità

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18.55 – Ho provato a fare l’elenco delle cose che avevamo discusso 3 anni fa, periodo piccolissimo per la politica. Eppure quante cose sono cambiate nel bene o nel male? C’era Napolitano che non riusciva a dimettersi da presidente della Repubblica perché il Parlamento non riusciva ad eleggere un nuovo Capo dello Stato. Non si riusciva a votare una legge elettorale. Berlusconi era primo nei sondaggi. Expo sembrava impossibile da realizzare e le grandi opere erano cantieri infiniti. Ora io non dico che va tutto bene, non è così. Però bisogna dire che qualcosa è iniziato a cambiare. Questo non è merito del governo, ma del Pd che ha deciso di scommettere sulla speranza e non sulla rabbia.

19.00 – Un papà mi ha scritto una lettera: ha un figlio disabile, una situazione difficile. Mi ha scritto dopo che abbiamo approvato la legge sul Dopo di noi. Aveva deciso di andare in Svizzera le ultime settimane della sua vita – e avete capito a fare cosa – insieme al figlio. Con la legge sa che ora il figlio ha un futuro anche dopo di lui: ma questo è un nostro dovere, non è una cosa di cui dobbiamo essere ringraziati.

19.05 – L’italia non è più la bella addormentata nel bosco, ma una realà di cui avere rispetto. Ricordo quando intervenendo all’Associazione stampa estera i giornalisti ridevano perché dicevo che quest’anno avrei inaugurato la Salerno-Reggio Calabria. E’ finito il tempo in cui all’estero ridono dell’Italia. Soprattutto in Europa, quando facevano i risolini sul governo italiano di allora. La prima cosa che è cambiata è la percezione, il ruolo dell’Italia nel mondo. E questo lo sta facendo il Pd. Certo, c’è ancora molto da fare, come per le pensioni, perché negli anni precedenti si è intervenuti con l’accetta. C’è un problema vero che riguarda la percezione – e non solo – delle disuguaglianze.

19.08 – Se 599mila persone hanno trovato un lavoro e il 75% a tempo indeterminato grazie al Jobs Act non è una statistica: non sono voti, sono volti. C’è gente che ha potuto prendere il mutuo grazie a questo: la lotta al precariato e il jobs act e’ la cosa piu’ di sinistra che sia mai stata fatta negli ultimi anni.

19.12 – La risposta al terrorismo non è chiudersi in casa. E’ fondamentale che l’Italia faccia sentire la sua voce. Non dimentichiamo i valori e gli ideali nostri. Quando qualcuno insegna ai bambini a odiare la musica o a non giocare a pallone, lì dobbiamo far sentire i nostri valori, il nostro coraggio, il nostro senso di comnità. C’è bisogno che l’Europa si svegli e si rimetta in gioco.

19.20 – Quelli che parlando di immigrazione gridano “aiutiamoli a casa loro” sono quelli che quando erano al governo hanno tagliato i fondi per la cooperazione internazionale.

19.22 – Abbiamo bisogno di investire di più negli impianti sportivi delle nostre periferie, investire nelle nostre biblioteche, nelle nostre imprese, nella banda larga.

19.25 – Si chiamava festa democratica, ora si chiama Festa dell’Unità perché noi alla nostra radice teniamo, perché non abbiamo paura del nostro passato. Ma a tutti quelli che vogliono cambiare la linea del Pd o il segretario dico che questa è casa vostra ed è un vostro diritto e nostra gioia confrontarci ma chi vuole cambiare linea e segretario ha il congresso che si svolge una volta ogni 4 anni non una volta al giorno in tutte le televisioni e talk show. Perché fuori di qui c’è la destra, c’è il M5s. E se qualcuno pensa di essere contagiato dalla sindrome Bertinotti per la quale uno chiede sempre di più per poi non ottenere nulla. Noi dalla sindrome Bertinotti siamo immuni e lo dico da qui dove a qualche chilometro c’è Prodi che oggi festeggia il suo compleanno – tanti auguri, professore – e sa bene cosa significa. Noi abbiamo a cuore l’Italia e non le correnti interne. Nessuno di noi può pensare che la riforma costituzionale appassioni i cuori. Vedo sui giornali: “Grande incertezza per la data”. Trovatemi uno a Bosco Albergati o in riviera, trovatemi uno che sulla spiaggia dice: son tanto teso perché non so se si vota il 13 o il 20 novembre. E’ evidente che questa non è nella percezione quotidiana la priorità. Ma perché è importante? Perché abbiamo un impegno con gli italiani, per far funzionare bene le istituzioni.

19.35 – Con la riforma costituzionale, i soldi che smetteremo di prendere noi come Pd al Senato, smetteranno di prenderli anche i senatori del M5s e della Lega, perché i soldi li prendono tutti. Siccome noi li togliamo, è evidente che la classe politica ha paura di questo. Io voglio sapere come faranno i cittadini a votare No.

19.37 – In Parlamento ci sono state sei letture della riforma della Costituzione, milioni di emendamenti presentati, la minoranza ha messo bocca su tutto, come è giusto che sia. Se ora dicono ‘ci ho ripensato, voglio votare no’… Ragazzi, cerchiamo di capirci: vogliamo camminare con voi, ma se ci chiedete di fermarci vi diciamo che non ci fermiano. Pronti a camminare insieme, ma se volete fermarvi vi fermate da soli, non con noi.

19.40 – Anch’io ho sbagliato a dare dei messaggi. Ho sbagliato a personalizzare il referendum. Anche perché questa riforma ha un nome e cognome, Giorgio Napolitano. Ma soprattutto perché questa riforma è la riforma degli italiani. Io ho sbagliato a personalizzare troppo. Ma ora bisogna semplicemente dire la verità sul merito della riforma. La strategia sul referendum è semplice: dire la verità. La verità gli fa male. Lo sai.

19.45 – Se il referendum passa, pensate che bello mettere i 500 milioni risparmiati sui costi della politica sul fondo della povertà e darli ai nostri concittadini che non ce la fanno.

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