Renzi a Venezia: “Le bugie del No si smontano entrando nel merito”

Referendum

Intervento del presidente del Consiglio a sostegno del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre

“Il compito di chi fa politica non è riempire di chiacchiere la gente, il compito di chi fa politica ha il compito di cambiare veramente le cose”, inizia così Matteo Renzi il suo intervento a Venezia, nel corso di un’iniziativa a sostegno del Sì al referendum. “Immaginate che vinca il No – e io non sono preoccupato per i mercati finanziari, ma per i mercati rionali – pensate che qualcuno dopo che il popolo ha bocciato questo quesito possa riformare nuovamente e in tempi brevi la Costituzione”.

Il Presidente del Consiglio entra nel merito della riforma sottolineando come l’Italia sia l’unico Paese in Europa con il bicameralismo paritario che “nessuno voleva, ma che è stato un compromesso tra i partiti che facevano parte della Costituente. Sono trentacinque anni che tutti dicono di volerlo cambiare, ma che fino ad ora nessuno ha cambiato, nonostante le molte commissioni che si sono susseguite negli anni”.

Sull’articolo 70 e il suo essere complicato il premier sostiene: “E’ normale che sia più complicato della formulazione precedente, prima era un’unica frase che stabiliva il bicameralismo paritario, mentre adesso deve spiegare le casistiche. Se fosse stata già in vigore la riforma in questa legislatura solo il 3% delle leggi sarebbero state discusse in ambo i rami del Parlamento“.

Per quanto riguarda l’immunità Renzi difende il principio, puntualizzando come da Segretario del Pd abbia “acconsentito all’arresto di un Deputato del suo gruppo” per poi concludere: “Se vince il Sì ci saranno 730 parlamentari con l’immunità, se vince il No ne rimarranno 945″.

“C’è qualcuno che dopo il 4 dicembre sogna di farsi un altro giro di giostra, l’ha spiegato bene oggi l’Economist: un altro governo tecnico e via. Io non credo giusto che chi non ha fatto per trent’anni le riforme impediscano a noi di provarci, non permetterò a chi ci ha rubato il passato di rubarci il futuro”.

Il premier poi parla ai sostenitori del M5s: “Sono partiti dal Vaffaday di Bologna in cui chiedevano di abbassare il quorum per il referendum, l’obbligo di discutere le leggi di iniziativa popolare, di abbassare i costi della politica. Queste cose sono presenti nella riforma”.

“In questa campagna elettorale se ne sono sentite e se ne sentono molte di bugie come il famoso ‘complotto dell’articolo 117′. Nell’articolo 117 abbiamo cambiato un termine prima c’era scritto ordinamento comunitario e ora ordinamento dell’Unione europea, semplicemente perché prima c’era la Comunità europea e ora l’Unione europea. Se si entra nel merito della riforma tutte le bugie dette si smontano in un secondo”.

 

 

 

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