Renzi a Sky Tg24: “Proporrò a tutti investimenti per la sicurezza”

Terrorismo

Il premier Matteo Renzi, intervistato dal direttore Sarah Varetto, ha parlato di sicurezza, terrorismo e politica estera

Terrorismo, sicurezza ed economia i temi al centro dell’intervista

Terrorismo – “Vogliono farci vivere come piace a loro: noi non possiamo e non dobbiamo rinunciare alla nostra identità”.

Sicurezza – “Stiamo aumentando ogni tipo di controllo. La tecnologia ci sta aiutando a mappare situazioni di pericolo e persone pericolose. Non sottovalutiamo nessun pericolo”.

Legge di stabilità – “L’Italia è un grande paese: abbiamo sconfitto il terrorismo interno, abbiamo mille difficoltà, ma anche una grande forza di reazione. Non c’è il rischio di isteria e nemmeno di sottovalutazione. Con la legge di stabilità sarà la stessa cosa”. “Questa legge di stabilità aveva già più soldi del 2015, noi abbiamo dato disposizioni di verificare tutti insieme se possiamo mettere più denari”.

Cyber security – “Cosa serve oggi? Sicuramente un investimento nella ciber security per mappare le persone sospette, ma anche semplicemente incrociando le immagini delle telecamere che abbiamo. Abbiamo avuto un terribile episodio di morti al Palazzo di giustizia a Milano. L’uomo è riuscito a entrare perché il metal detector era rotto. Un metal detector rotto ha impedito che si prendesse prima, ma una banca dati e la bravura delle nostre forze dell’ordine ha permesso la sua cattura”.

Periferie – “Le periferie non devono diventare il luogo di nessuno, off limits. Quando c’è in gioco l’unità de Paese, si va tutti insieme; tutte le forze politiche per un investimento ulteriore che non può essere solo considerato di sicurezza, ma anche di recupero di certe zone”. “La settimana prossima farò una proposta alle forze del Parlamento per un investimento ulteriore in sicurezza, ma non solo, anche sul recupero di determinate realtà” come le periferie.

Schengen – “Se vuoi difendere la sicurezza del Paese è giustissimo controllare, ma bisogna fare un investimento per fare in modo che le periferie non siano luoghi di nessuno. Questa è l’ennesima strage che nasce in Europa. Chi accusa Schengen non si rende conto che gli attentatori in gran parte erano cittadini francesi”.

Jihadi John – “Venerdì mattina si era aperta una giornata diversa per la coalizione internazionale. Gli Usa ci avevano avvisato della notizia dell’uccisione di Jihadi John, il boia dell’Isis. Quello stesso giorno ci eravamo svegliati con un successo internazionale. E l’Italia aveva collaborato nella individuazione di quell’uomo”.

Giubileo – “Tutti i paesi europei hanno lo stesso grado di rischio. Dobbiamo mettere in campo tutte le accortezze con una massima attenzione per il Giubileo, ma senza sospenderlo anche perché il Papa è un obiettivo sempre”.

Sicurezza – “Escludo nel modo più categorico una modifica costituzionale su questi temi. Non escludo modifiche normative: sono necessari tempi tecnici di intervento diversi. Se l’intelligence può avere qualche freccia in più al suo arco è meglio”. “Sui controlli abbiamo ampio margine di iniziativa, ma più che controllo serve un lavoro di intelligence. C’è bisogno di alzare al massimo l’attenzione e di intervenire laddove si può. Serve tracciare le comunicazioni interne: cellulari, telecamere, Playstation”.

Usa-Russia – “Il nostro Paese ha una politica estera basata sull’amicizia e sul sostegno agli Stati Uniti, ma l’atteggiamento antirusso in Europa è un atteggiamento che non ci porta da nessuna parte: non vogliamo tornare alla guerra fredda. Può amare la guerra fredda solo chi non l’ha conosciuta. La posizione italiana è di pieno sostegno e amicizia agli americani, con cui abbiamo una fraterna cooperazione, ma chiediamo anche di riportare la Russia al tavolo. Questa è una posizione oggi maggioritaria: meglio tardi che mai. E’ finalmente la posizione degli europei e anche di Obama”.

La reazione francese e le dichiarazioni di Hollande – “Hollande deve rispondere a un Paese scosso. Se ha utilizzato quelle parole lo ha fatto con cognizione di causa. io voglio sperare di non trovarmi mai in una situazione del genere”.

Valeria Solesin – Anche noi piangiamo perché ciò che è accaduto in quel teatro riguarda anche noi e non solo come cittadini del mondo. Non voglio ricordare in modo demagogico Valiera Solesin, ma cercheremo di ricordarla anche attraverso una borsa di studio, anche attraverso la dedica di qualcosa legato all’università, alla ricerca. La ricorderemo così insieme alla sua famiglia e alle persone che le hanno voluto bene”.

Libia – “Lì l’errore non è stato l’intervento, ma il non far seguire una strategia all’intervento. Non commettiamo l’errore di intervenire militarmente e andarsene: io una Libia-bis non la voglio. Le reazioni di pancia non servono”. La via diplomatica “in questo momento è l’unica via”.

Afghanistan – “Non puoi pensare che di fronte a quello che sta succedendo in Afghanistan noi ci ritiriamo. Non possiamo dire al presidente Ashraf Ghani ‘caro presidente noi abbiamo fatto, arrivederci e grazie…'”. I militari italiani rimarranno sul posto “almeno per i prossimi mesi”.

Finanziamento al terrorismo – “L’Italia intesa come Paese non fa affari” con i Paesi che finanziano il terrorismo.

Immigrazione – “Sarebbe facile dire è tutta colpa dell’immigrazione, di quelli che arrivano con i barconi: non è così, ma questo non significa non avere massima attenzione per chi arriva con un barcone o con un aereo di linea. I terroristi oggi usano gli aerei di linea e non i barconi”. “E’ evidente che noi sull’immigrazione dobbiamo fare di più – ha aggiunto Renzi – ma l’equiparazione ‘terrorista è chi sbarca dai barconi’ è falsa. I terroristi si muovono in aereo. Dire: immigrazione uguale terrorismo non è intellettualmente onesto, significa far finta di non vedere che i terroristi di Parigi sono nati nelle periferie parigine”.

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