Renzi da Milano: “Sono 20 giorni per i prossimi 20 anni”

Referendum

Prosegue la campagna elettorale del Presidente del Consiglio in vista del referendum del 4 dicembre

“Questo referendum non è il congresso del Pd. Chi vuole il congresso deve aspettare il 5 dicembre”. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Che tempo che fa su Rai3. E alle ex officine Ansaldoo spazio Base di Milano, definita “la città che più in Italia trarrà benefici dalla vittoria del Sì”, davanti a una platea soprattutto di giovani, nell’incontro con i volontari ha spiegato: “Le divisioni ci sono. Io non me le spiego: alcune sono condivisibili, altre no. Questo non è un voto sul referendum. Il Pd è stato pensato e voluto per cambiare l’Italia non per bloccarla. C’è l’Italia oggi, poi pensiamo al congresso dal 5 dicembre in poi. Ma non si deve trasformare il referendum nel congresso. Meglio un Pd, comunque, che discute rispetto a quelli che buttano fuori tramite blog quelli che non sono d’accordo. Siamo la città in cui è stato creato Tafazzi, ma vediamo quello che c’è dalle altre parti”.

Renzi ha poi fissato altri punti da Milano, prima tappa del tour in Lombardia, che domani pomeriggio lo porterà prima a Bergamo e poi a Brescia. “Questa riforma – ha chiarito – è un treno che ripassa tra 20 anni, se ripassa. Non ci sarà più un politico disposto a ridursi lo stipendio. In Italia si fa fatica a cambiare le cose e c’è paura di dire sì”.

In maniche di camicie bianca, pronto alla battuta e a fare il verso ai protagonisti del No, da Silvio Berlusconi ai 5 Stelle, il presidente del Consiglio ha parlato soprattutto al cuore della gente, davanti a centinaia di persone: “Il referendum non è la fine di tutto, ma l’inizio di una storia nuova. Non voglio dire che grazie al referendum risolveremo tutto, ma l’Italia sarà un Paese più agile e agevole. Io ho 41 anni ma faccio in tempo a vederlo il rimpianto del giorno dopo. Gli astensionisti pentiti devono sapere: ‘O ora o mai più’. Li abbiamo visti in piazza dopo la Brexit e dopo la vittoria di Trump”.

L’ex sindaco di Firenze ha incoraggiato i giovani: “Sono i 20 giorni che possono riscattarci degli ultimi vent’anni. Tocca a voi prenderci per mano e riportarci nel futuro. Ci stiamo cascando nel giochino che stanno facendo gli altri, quindi bisogna che vi muoviate voi. C’è il rischio di un voto anti-sistema, lo abbiamo visto negli Stati Uniti e sul referendum della Brexit”.

“Non me ne frega niente se qualcuno continuerà a dire negative su di me. In questo momento ho voglia di cambiare l’Italia, sto interpretando l’idea di potere come verbo”, ha detto ancora. Poi un appello finale: “Il 4 dicembre possiamo decidere se finalmente entriamo nella porta per il futuro o se, alla fine, qualcuno all’arrivo si impaurisce. Se vince il No, il Paese resta fermo. A me sembra un errore per chi verrà dopo di noi. Mettetevi al lavoro, andate porta a porta, sono 20 giorni per i prossimi 20 anni”.

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